Michele's profileWELCOME TO MY "SUNNY" DA...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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July 30 Mostri Cercasi....TAKE U TO THE BOOKSHOP!TAKE U TO THE BOOKSHOP. Wow. Sono passati alcuni giorni dall’ultima volta che ho scritto, ma visto che non passa molta gente di qui, sono certo che non sia stata una grossa perdita per nessuno. In effetti, non avevo alcun impegno particolarmente faticoso che mi impedisse di scrivere qualcosa nei giorni passati, solo che il mio ricco Dopo qualche giorno di “improvment”, sono passato a gestire il negozio in totale solitudine e in comunicazione con la mia Teacher via cell - telefono che è più spesso spento che acceso - il che significa realmente cavarmela da solo. La prima sera in totale solitudine è andata discretamente, fino a quando la cassa si è inceppata ed io sono andato nel panico e mi sono trattenuto circa un’ora più del previsto a lavoro per risolvere un errore commesso erroneamente dal sottoscritto. Ma le cose adesso vanno ok. Devo dire che il tempo non passa mai. Seduto su uno sgabello scomodo, tento di leggere qualcosa – anche se distrattamente – per rispondere a tutte le strane domande dei clienti, perfino a quelli che fanno la spola (un 100 di volte) tra libri e cassa per chiedermi “quanto viene questo libro con lo sconto?”, che poi ripongono casualmente in qualsiasi posto non sia quello apposito. E mentre io fantastico e mi sento un po’ un Commesso di “EMPIRE RECORDS” (film del 1995), sento un sogno realizzarsi. Quando guardavo quel film ero ancora un bambino, ma desideravo poter fare il commesso in un negozio di libri, cd o DVD. Non chiedetemi perché… E impegnato nel nulla-fare mi accorgo di quanto la gente sia davvero stranissima e la cosa che mi colpisce maggiormente è l’insensato modo in cui le persone trovano la propria metà. Insomma, entrano ragazze rivestite da capo a piedi come una delle starlette popolari di Hollywood -siano esse Lindsay Lohan, Hilary Duff o Paris Hilton - e a differenza delle aspettative sono accompagnate da veri RUTTI VIVENTI, ovviamente accade anche il contrario, quando RAGAZZI di bell’aspetto entrano con al Possibile che tutti si arrendano e non chiedano di più dalla vita anche quando si parla dell’altra metà? Devo ammettere che se si considera l’AMORE un sentimento che parte dal cuore poi si riesce a comprendere, quanto poco sia significante la storia dell’ “occhio vuole la sua parte”, perché ogni occhio vede le cose a proprio modo – anche se a volte vede proprio male…a dire il vero. E alla luce di ciò mi chiedo ancora se forse non sia io a desiderare troppo e a non potermelo affatto permettere. Sarei seriamente curioso di conoscere il pensiero degli altri a riguardo. Chissà, dovrò solo prepararmi ad un’altra seratina in totale solitudine, tra montagne di libri…uffi. Solo per i soldi!!!! July 24 LIKE THE 80's! - NOTTE PRIMA DEGLI ESAMILIKE THE 80's
Oggi, in pausa dal mio “lavoretto-x-due-settimane” e dal librone di 900 pagine che la mia amica Marty ha insistito che io leggessi, invogliato prima dal caldo cocente e poi dalla pioggia stile Londra – che rappresentava il mood più adatto - mi sono letto “Notte Prime degli Esami”, storia adolescenziale di un gruppetto di maturandi alle prese con l’imminente esame finale, con le cottarelle da party e i miti dell’epoca. E’ stato come fare un grande salto nel passato. A dire il vero sono nato solo nell’83 e quindi ho vissuto-per-estensione gli anni in cui Cyndi Lauper e Madonna gareggiavano a suon di hit Per quanto fossi ancora piccolo, quantità industriali di immagini e memorie si sono saldamente radicati nei miei ricordi e ripercorrere con la lettura, quegli anni che hanno rappresentato l’ultimo momento di cambio d’abito per le generazioni del 900, è stato rigorosamente spassoso. Decennio dopo decennio la storia si ripete con gli incomprensibili scontri tra studenti e professori, troppo impegnati a leggere libri e non ad insegnare la vita vera; le Insomma, per uno che è cresciuto guardando FAME e ascoltando Luis Miguel avere ulteriori punti di riferimento in un periodo passato & sepolto caratterizzato da androgeni personaggi frociani che si imbellettavano come maschere di carnevale, è un miracolo. ^_* E se George Michael era un doppio negli Wham, Madonna la Pop-Singer più porca che esistesse e Jovanotti era ben lontano dall’essere ciò che è diventato, Io, ero solo un bambino che guardava con occhi esterrefatti le prime immagini musicali su VideoMusic e osservava affascinato ma con stupore e umile dissenso il ciuffo frisè di sua sorella, ballonzare tra gli imponenti fiocchi, mentre dubbioso si interrogava su dove si avviasse suo fratello con una canotta smanicata-raso ombellico stile Van Damme.
Un libro ricco e semplice che profuma di anni passati e che possiede numerose citazioni da antologia. Una ventata di anni 80 per chi li ha vissuti, per chi li ha assaporati e per chi come me - tappa dopo tappa ne ha ricostruito un piccolo stralcio nella propria “classifica” dei momenti storici ideali. Divertente e con un finale inatteso.
Come farebbe chi dico io… GRAZIE PIZZO per avermi prestato questo libro e per essermi stato vicino anche negli anni 80….oops, cazzo, no negli anni 80 non ci conoscevamo neanche – fregato! Nuuu. Vabbè... July 19 WILD WILD SALE! - SALDI.WILD WILD SALE Questa mattina munito di pochissimi soldi, mi sono diretto al Centro Commerciale, perché è arrivato, ciò che per gli amanti dello shopping equivale al Natale dei Cattolici, all’ Annukha degli Ebrei, alla notte di luna piena dei pagani – il momento, degli attesissimi SALDI.
Peccato che nonostante la mia attenta analisi, in meno di un’ora avevo già acquistato quello che sarebbe risultato essere tutto il mio SHOPPING di oggi, 2 paia di Jeans e una t-shirt. L’unica felicità riscontrabile su i miei occhi era quella derivante dall’aver scoperto di aver perso un buon numero di taglie – per un ciccione, queste sono soddisfazioni - Gente! Devo dire però che questi saldi avevano dell’assurdo; cartelloni giganti annunciavano stracciatissimi sconti fino al 50%, attivati solo su pezzi che costavano 250€ - cosa che per me equivale a “non puoi comprarlo neanche con lo sconto” e così un po’ deluso, ho deciso di placare la mia parziale insoddisfazione dirigendomi verso il negozio di Cd&Dvd – peccato però, che non ci fosse niente a cui non potessi rinunciare (anche se avrei voluto acquistare un centinaio di cofanetti di serie tv). Così un po’ felice e un po’ abbacchiato ho pensato che non sarebbe stato male ingurgitare quello che viene comunemente definito: cancro in scatola, spacca fegato, rimpizza grasso - McDonald! Ed ecco che anche senza un lavoro e con pochi soldi in tasca sono riuscito ad avere una visione un po’ più rosea - ovviamente c’erano anche un po’ di Glitter e Paillettes - del mondo, che non è esattamente come quello della Glamourosly Plastic Paris, ma può FUNZIONARE. La vita è così, una grande merda ricoperta di Diamanti – dipende da dove guardi.
canzone & video del POST "No One Knows" - Queen Of The Stone Age July 15 IN YOUR EYESIN YOUR EYES Scendo. Il sole picchia in alto nel cielo, picchia forte sul cemento accaldato della città e picchia ancora più infuocato sulla mia pelle marmorea. Mi guardo attorno, l’intera città vive. Stranieri percorrono quelle strade infuocate per la prima volta e passano distrattamente oltre luoghi, cose o persone che io, adoro osservare ed ascoltare ogni giorno. Il modo in cui la chiesa squarcia - con Percorro quella strada ancora una volta e attraverso il mercato, osservando i forti colori dell’estate che si mischiano prepotentemente sulle prolifiche bancarelle di cibarie ed inutilità. Questa volta sono io ad esser distratto perché so già, dove il mio coniglio bianco, ma invisibile, mi sta guidando.
Varco la porta e l’odore stantio di carta consumata e incartapecorita dalla storia, dalle esperienze e dal tempo raggiunge, vorticosamente, il mio naso. Mi fermo. Resto immobile e colgo l’occasione per accettare di buon grado il benvenuto dei libri e di guardali attentamente, come per offrire loro cortesia e salutarli meticolosamente tutti. Vedo i classici invecchiati, guardo dritto verso le prime edizioni in pessime condizioni, cammino verso di loro e decido di far scivolare le mie dita su di essi portando via - da loro - la polvere, e anche se solo una piccola parte, tornano a splendere come gli occhi di un bimbo che osserva esterrefatto, il suo eroe, volare sopra di se.
Un enorme contenitore rettangolare, al centro del negozio, contiene vecchi libri usati.
Come un orologio, inesorabile, le mie dite scorrono sui libri, tanto armoniosamente da sembrare impegnato a suonare della musica su di un pianoforte. Ma ecco ciò che cercavo. Oltre sei file di libri, eccoti, che stai per afferrare l’unica copia usata rimasta de “Il Giovane Holden”. Esito e tu esiti. Alzo lo sguardo e i nostri occhi si incontrano e si scontrano. Io, esitante, mordo il mio labbro inferiore per trattenere il sorriso – accennandolo appena – tu, invece, con ostentata sicurezza colmi l’universale silenzio che ha invaso il negozio con una risata taciturna ma esplicativa. Ti osservo, non posso non guardarti. I tuoi occhi, neri come la pece, penetrano le stanze più segrete della mia anima e non riesco a trattenere il respiro intrappolato nei polmoni. Ho ancora il dito immobile sul libro, i piedi ben saldi a terra e lo sguardo investigativo su di te che, altrettanto immobile ed ancora sorridente, mi studi. Cerchi di capire la mia mossa successiva, mentre io, continuo ad analizzare i tuoi capelli, la tua t-shirt slavata e quel poco dei tuoi jeans usurati che riesco a vedere, di là dal grande contenitore. I nostri respiri parlano come parole gridate a squarciagola, ma rompi il silenzio dicendo “prendilo tu” ed io ricambio con “no, dai, fa niente… prendilo tu” – ancora uno scambio di sorrisi, poi vedo la tua mano destra scomparire nella tasca dei tuoi pantaloni e afferri una penna; volti lentamente la mia mano, ancora ferma sulla costola del libro, e la apri sul palmo. “Che imbarazzo” penso “è sudacchiata”. Stappi la tua biro con i denti, mentre mantieni la mia mano e con l’altra ti appresti a scrivere il tuo numero di telefono. Sorridi e senza esitazione, dici “Tu lo compri, lo leggi e quando lo hai finito mi chiami….”. Con passo spedito esci dal negozio. Io osservo i numeri scritti sul palmo della mia mano. Ti guardo uscire e tu fuori dal negozio, ti volti, guardi ancora verso di me e sorridi. Io afferro il libro, lo pago frettolosamente e corro fuori. Tu non c’eri più. Ma ho il tuo numero.
foto di StreetDog canzone di Peter Gabriel - "In Your Eyes" P.S= le parole riportate qua sopra sono un'opera di fantasia. Sarebbe bello fosse accaduto davero.^_* July 12 Ordinary BIRTHDAY - MY 23rd B*DAYMY 23rd B*DAY, wish me LUCK!
![]() La mattina seguente alla sera in cui compii 18 anni, credevo di svegliarmi correre in cucina e scoprire che qualcosa era cambiato, ma tutto era esattamente uguale a tutti i giorni passati prima di quello. Oggi sono 23, da quei fatidici 18, ne sono passati ben 5, oggi sono adulto ma conservo con me i dubbi, le incertezze e i sogni di bambino disincantato che guarda la realtà dritta negli occhi. Nonostante che abbia paura come quel giorno, come ieri e come l’avrò ogni giorno dopo di questo, oggi sono i miei 23. Grazie all’adorabile Ele, che mi ha regalato una splendida fashionably cintura/cravatta decorata con fumetti. E a tutti coloro che mi sopportano da ben 23 anni. BACIO.
GUARDA LE MIE FOTO su FLICKR. GUARDA I MIEI VIDEO su YOUTUBE. July 11 COSE A TRE....(CARRIE WITHIN parte 2°)THREE's A CROWD (Tre Sono Una Folla)
Si, questa mattina appena sveglio, ero ancora sotto l’adrenalinico effetto della vittoria Italiana e mentre la sveglia suonava ininterrottamente per la seconda volta, speravo solo di poter rivivere quei rigori, ancora, ancora e ancora una volta – ma non mi trovavo su un campo da calcio bensì nel mio accaldato letto e dovevo muovermi ad ogni costo; anche se sarei rimasto volentieri a poltrire, anche se non avevo alcuna voglia di mettermi in gioco un’altra volta, senza sapere quello che mi sarebbe successo.
In realtà era solo un giorno come un altro, quelli in cui vai alla disperata ricerca di un lavoro mentre speri sempre di poter ancora arteggiare per i cavoli tuoi, nel tuo tempo libero - quello che non passi nelle disco ma preferisci trascorrere a leggerti qualche pagina di un buon libro o ascoltarti dell’ottima musica, mentre il sole è alto e una leggera e soffocata brezza ti sfiora il viso e ti fa sentire vivo, proprio quando temi di essere morto nel tuo mondo fatto di molti meno glitter rispetto a quello degli altri. Eccomi sul bus. E’ strano come io riesco sempre a trovare qualcuno di interessante, quando salgo su un autobus. Qualcuno di cui vorrei conoscere ogni particolare, curiosare nella sua esistenza e entrare a farne parte solo perché c’è una luce particolare nei suoi occhi. Ed è qui che stava per iniziare un Triangolo di sguardi furtivi che non avrebbero condotto ne me ne gli altri due partecipanti a niente. Lui guarda lei, lei guarda me, io guarda lei, lei guarda lui e lui guarda me ed io guardo lui, poi guardiamo di nuovo lei e tutto era già innescato. Era tutto così strano ma divertente ed io non sapevo come trattenere il sorriso – ero entusiasmato da questo platonico incontro a tre su un autobus.
Lui è sceso ed ora dovevamo vedercela io e lei. Solo noi due. Ma l’autobus stava per arrivare alla sua destinazione e i minuti che ci rimanevano erano troppo pochi, troppo pochi per scrutarci ancora come ladri in un museo di anime interessanti. Stop. Scendo, lei scende, si gira ma io la sorpasso noncurante - è stato un po’ come cacciarla dal letto una volta finito di fare sesso. Il mio ego era abbastanza soddisfatto da lasciare la presa e lasciarla cadere a terra. Adesso ero in città, milioni di letti sui quali scopare e un numero non quantificabili da anime da frugare.
Con dieci minuti di anticipo mi presentavo all’appuntamento. A dire il vero, al secondo colloquio e arriviamo insieme, mi spiega che più o meno , aprire, sistemare le piante, dare aria è quello che dovrei fare ogni giorno ed io con curiosità mi domando silenziosamente tra me e me, se crede che da questo momento in poi io lavoro qui. Non dice molto e nel frattempo arriva sua madre, una donna affascinante che inonda la stanza di una sicurezza palpabile, abilmente celata dietro ad una stantia giovinezza. Superati i primi silenzi ed imbarazzi ed una volta che, ognuno ha preso il via a fare il proprio lavoro a parte io, ammetto di dover chiedere ulteriori informazioni e così seduti ad un tavolo molto spesso ricoperto da post it, gli chiedo in quanto consisterà il mio periodo di prova, del compenso per quel periodo e di quale tipo di contratto e compenso potrebbe esserci nel caso la nostra collaborazione funzioni. In un turbinio di “siamo sinceri” ed un’accorta diplomazia, mi rivela di non aver intenzione di stabilire un tempo predefinito (ma accenna più volte ad una stagione) e ne tanto meno, di fissare un compenso – ma mi assicura di provvedermi un panino per pranzo - e così io incredulo di dover ascoltare ancora la solita storia, secondo la quale uno dovrebbe lavorare per la gloria (o in questo esplicito caso, per UN PANINO), esitante incasso il colpo e faccio battaglia mentale a CARRIE che vorrebbe mostrare a tutti la sua e la mia rabbia. Rimango in silenzio e decido che il tempo da trascorrere lì dentro è ancora troppo lungo per fare una scenata, così sfodero tutte le mie doti recitative e assecondo costantemente, pregando che arrivino le 12. Poi, lui mi chiede come vorrei essere presentato ai clienti che stanno per arrivare, io con ilarità fingo dicendoli di pensare intensamente alla parola giusta, tipo “mavvaffanculo”…..“stronzo”. No, questo è quello che avrei voluto dirgli, così mi concentro davvero e asserisco <<nome e cognome potrebbe andar bene>>. Ma non contento, lui, chiede consiglio alla “mamy” – mentre nella mia testa intono la sigla de L’incantevole Creamy Mamy, sotto ispirazione – la donna risponde e il suono delle sue parole interrompe la mia canzoncina mentale, proprio come fa una madre quando spenge la tv davanti agli occhi del figlio e gli ordina di fare i compiti, e dice <<ma lui è qui per fare uno STAGE, direi che nome e cognome va benissimo, si.>> conclude contenta della sua scontata e non veritiera intuizione. Al suono di quelle parole, la CARRIE acquietata si rifà viva e vorrebbe farla finita; infilare un paio di manichini nel culo dei due interlocutori, distruggere tutto e lasciare il luogo prima che vada in fiamme. Ecc. ecc. Anche questa volta, la fortuna non è girata dalla parte giusta o almeno non dalla mia. Solo domani, il mio interlocutore saprà che non ho intenzione di lavorare gratuitamente. Un po’ meno sognatore, oggi, ho portato a casa l’ennesimo colpo basso, quello per il quale mi convinco ancora una volta che faccio bene ad astenermi dal voto – perché la nostra Italia Campione del Mondo, ha ben altro a cui pensare piuttosto che assicurarsi che le cose funzionino come dovrebbero per tutti e non solo per quei buffoni che fingono di prendersi cura di noi elemosinando voti, solo per assicurarsi il potere.
Tamburello le dita sul poggia tastiera, mentre ascolto un vecchio album di Pete Yorn che ho comprato usato. Ispirato, rinnovato e sconcertato, ripenso alla numero che ha caratterizzato 3 come la mia avventura platonica Threesome, 3 come le persone che stavano dentro a quello studio e 3 come le volte che l’ho preso dritto dritto in culo. Che sognatore o no? July 06 Confession of a GAYsha MindConfession of a GAYSHA Mind L’avvenimento più interessante di oggi è stato il mio ennesimo colloquio. Durante un’intera ora, ho dovuto parlare di me, di chi sono, di cosa amo fare e del motivo per cui penso di essere adatto ad un lavoro che neanche conosco. Subito dopo uscito, un po’ sudacchiato, c’è stato il solito brusco risveglio nella vita reale e così preso dai soliti dubbi, ho iniziato a chiedermi per quale motivo abbandonare l’idea dell’università in favore di una lavoro che non è adatto a me.
Io e la moda = due cose totalmente lontane. Si, perché infondo una parte di me, gayeggia inneggiando a Paris Hilton e a D&G, ma l’altra parte si veste di t-shirt scolorite e ascolta musica alternativa imbrattandosi il viso dei colori che dovrebbero essere stesi su di una tela. Percorrendo le calde viuzzole del capoluogo Toscano, ho capito che non ho abbastanza palle per costruirmi il mio futuro e ho atteso sei interi mesi, aspettando un lavoro che al 90% non avrebbe mai accontentato le mie esigenti Perché devo sempre ritrattare le mie decisioni e non prenderne mai una che si riveli significante? Trovare un lavoretto qualunque, rinunciando ad iniziare una carriera nel non tanto gustoso mondo della moda in favore dell’università oppure battere il ferro finche è caldo e scalare i grandini di un incerto successo partendo direttamente da quello più basso, abbandonando gli studi per sempre?
Proprio come una Glamourous Carrie Bradshaw, vorrei scrivere dell’amore, vorrei vivere e trovare l’amore, vorrei poter girare per la città sapendo di fare solamente ciò che il mio cuore, la mia mente e le mie membra desiderano….no, non sto parlando di sesso, o almeno – non solo di quello, ma parlo dell’arte, quella fatta per se stessi e per quei pochi fedelissimi che traggono tanto beneficio nel guardarla, studiarla e ascoltarla, tanto quanto tu ne hai tratto liberando le tue emozioni su delle pagine bianche, sui tasti usurati di un pianoforte o sulla tela.
Ecco perché anche oggi innumerevoli persone mi guardavano, mentre ero at THE MALL. Ovviamente, io guardavo loro e ad un certo punto ho gridato silenziosamente “ma che c’è la festa del DAMMI UN COLPO?”, insomma ovunque mi girassi persone che mi guardavano, tranne quelle che avrei voluto mi guardassero. Un tale trauma. Per fortuna che, dopo un po’, ho ricordato della lezione di NAPOLETANO che avevo fatto on - line con la mitica Viola, vero e proprio fiorellino dalle tinte pastello ma con la lingua biforcuta, che nel primo pomeriggio mi aveva insegnato il verbo essere. E così un po’ perso tra la folla, ma con gli occhi ben vigili, data la festa del “DAMMI UN COLPO”, mi sono ripetuto mentalmente le basi del dialetto Napoletano….<< i’so , tu sì, iss è, nui simm’, vui sit’, lor’ so>>. Questo ripassino, pittorescamente folk, mi ha fatto sentire come il commissario Winchester dei Simpson e non più solo Carrie, Mr.Big o Chris.
Capiterà mai che io ami qualcuno come Meredith Grey ama il Dr.Shepperd? Riuscirà mai qualcuno a scongelare il mio freddo cuore come il Dr.Burke ha fatto con quello di Christina? E soprattutto arriverà mai quella scopata rubata a Karev da Izzy?
Rossella O’Hara avrebbe detto “domani è un altro giorno”, ma siccome ho numerosi peli sul petto è saggio che trovi un’ispirazione maschile….quindi….hum…..una vecchia gloria personale estrapolata da un vecchio detto toscano “Pare ieri e invece l’ è oggi”. E già, è ancora oggi!!! |
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