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June 30 The Outing Chat Session - Anytime You Need A Friend.
THE OUTING CHAT SESSION
La vita è davvero strana e l’amicizia ancora di più. Ho sempre avuto molta paura delle relazioni, e benché quelle sentimentali mi abbiano sempre terrorizzato alla grande - facendomi posticipare il primo amore, per un periodo identificabile come “per sempre”, anche l’amicizia è stata un vero caos per me. Ho collezionato amici, ma ho sempre desiderato che fossero in pochi quelli veri, perché odio le grandi comitive dove tutti si conoscono ma nessuno sa veramente chi ha accanto. Li ho conservati nel mio bagaglio personale ed ogni volta, so apprezzare quei vecchi momenti, anche quando tutto è finito così per caso e senza una spiegazione.
Ci sono segreti che rimangono a lungo taciuti, per paura di essere vulnerabili o per paura di fare un grande dispiacere a qualcuno che ti vuole bene e poi arrivano certi momenti, in cui trovi la forza di esprimere i tuoi pensieri a voce alta e scopri che la tua piccola e meticolosa “collezione” di amici è estremamente valida.
Quando iniziammo ad uscire insieme era il lontano 1999 e nessuno avrebbe immaginato che la strada sarebbe stata così tortuosa per tutti, ognuno ha scelto il proprio percorso e rimanere uniti non è stato affatto facile. Il cerchio si stringeva e rimanevamo in pochi, ma buoni.
Una sera come un’altra, ti trovi a parlare e a rompere quel silenzio con le stesse parole che hai avuto il coraggio di dire solo ai tuoi, che non tanto stupiti, ma con un groppo allo stomaco assimilano e riescono a guardati con lo stesso sguardo con cui ti hanno sempre osservato, anche quando giocavi davvero stranamente.
Non è difficile rivelare se stessi a coloro che vedi raramente, ma è difficile farlo a quelli con cui condividi davvero la vita. Arrivato a casa, ho deciso che non avrei dovuto aspettare oltre, era giusto essere sinceri e non tacere ancora. Così con le mani tremanti, se pur mi trovassi davanti ad uno schermo, ho digitato quelle parole troppo difficili per essere pronunciate a voce alta e dall’altra parte un’ inaspettata frase accondiscendentemente positiva, mi ha colpito.
Per quanto possono essere devastanti i segreti, parole come “un’amicizia come la nostra” e “hai reso Particolare uno scontato ed ordinario giorno di lavoro” ti regalano una forza di inestimabile valore – quella che vorresti possedere sempre per non lasciarti abbattere dalle nuvole che si affollano sulla tua strada. Sono piccole grandi realtà che ti travolgono e sconvolgono, sono quelle che ti permettono di guardare oltre le apparenze e quelle che ti mostrano quanto sei saldamente legato ad un amico, anche quando l’unica cosa che vorresti è una “Fidanzata?”.
Sembrerà inappropriato, ma… Grazie.
P.S= Cercavo una canzone giusta tra i miei artisti preferiti di questi ultimi anni, ma poi ho capito che doveva fare un passo indietro nel tempo ed ho scovato con molto piacere "Anytime U Need A Friend" dei tempi d'oro di Mariah Carey, è ho ricordato di aver sognato a lungo di poterla usare in un momento speciale e così eccomi a gridarla pubblicamente. June 28 Good Mother - L'ascoltatrice.GOOD MOTHER Questa vita caotica ti fa scontrare con persone che non brillano di luce propria o semplicemente con altre, tanto indecise quanto lo sei tu. Nella mia breve esistenza ho collezionato innumerevoli storie, non d’amore, non quelle lette sui libri, ma quelle di persone come me che sentivano la necessità di liberarle e raccontarle a qualcuno – io ero lì; Silenziosamente disposto ad ascoltare, ascoltare e ascoltare le loro interminabili ore di chicchere e loro logorroicamente, dall’altra parte, solo intenzionati a liberare se stessi e a non riempirsi di me. Con l’andare del tempo, capivo che loro non mi ascoltavano come io ascoltavo loro, non perché la mia travagliata esistenza fosse meno interessante, ma semplicemente perché in quel dato momento avevano qualcosa - che li riguardava - più importante, alla quale pensare, perché quello che avevo da dire era troppo profondo perché lo potessero comprendere senza alcuno sforzo. Ho ascoltato disinteressati amici raccontarmi delle loro infatuazioni e ho perso tempo dispensando consigli, ho ascoltato adolescenti alle prese con il sesso e le cottarelle per il ragazzo più bello della scuola, ho ascoltato controversi racconti sessuali di adulti ed ho ascoltato tutte le loro menzogne, quelle che ognuno di loro si racconta e racconta per costruirsi una desiderabile maschera agli occhi degli altri. Solo più tardi ho taciuto il mio desiderio di parlare, mistificandolo sulle pagine di un diario, di questo blog o tra le immagini grafiche e pittoriche, per far sì che solo coloro che avrebbero avuto veramente il desiderio di scoprirmi, potessero farlo. Quando i silenzi sono diventati pesanti, tanto quanto quelli accumulatisi dalla storie altrui, ho capito di non poter tacere in eterno e di dover liberare la mia anima, e se qualche volta la musica copre il mio pianto convulso mentre stringo forte sulla faccia un cuscino, altre, le parole arrivano agli orecchi di colei che ho sempre chiamato mamma.
La ragazzina che nel centro di Firenze si fingeva inglese - abbozzando parole sconosciute, quella che appena adolescente prendeva 8 autobus al giorno per andare a lavoro, la ragazzina che ha la mente affollata di ricordi e di incertezze - diventata una donna che impara ad amare ed amava leggere, la stessa che ha perduto il suo abito da sposa e che ormai adulta e gelida, combatteva contro una figlia che non era esattamente ordinaria. Una ordinarietà mancata successivamente, creatrice di scontri e verità brutalmente schiacciate sul volto, una sicurezza ostentata che nascondeva una terribile paura. La stessa che con occhi disincantati mi guardava crescere e taceva la mia essenza. La stessa che leggeva per me i libri di scuola, la stessa che piangeva al suono delle mie parole crude e violente, quella che oggi mi ama e mi teme.
Condivisione. Ascolto. Silenzio. Scontro. Corrispondenze.
Pur essendo troppo spaventata da guardare la realtà direttamente in faccia, non ha scelto se stessa abbandonando me ovunque potesse, non ha scelto se abbandonando gli altri. Niente elogi dietro queste parole ma solo un oggettivo sguardo e ode alla mia personale ascoltatrice. Quella che mi ha tradito e si è tradita, ma ha ripreso – sempre - il suo posto. June 26 Se Questo Mare Potesse Parlare....If This Sea Could Talk
Il ritorno è sempre un momento estremamente significativo. Quello che stavo per fare, era un ritorno in un luogo dal quale sono stato lontano per ben 12 anni. Tutto è rimasto invariato: i posti dove trascorrevamo i pomeriggi pre-spiaggia, il bar al quale fregavamo caramelle e il laghetto torbido dove credevamo la notte succedessero macabri misfatti e stregoneria. Tutto, tranne io. Abbattuto la spicciola psicologia che mi teneva prigioniero di me stesso, ho affrontato il bimbo che quell’estate di 12 anni fa, si era rifiutato di rimanere al mare più a lungo di un giorno, stanco di dover giustificare i suoi pantaloni lunghi e gli scarponi e il non utilizzo di costume, fucile, pinne ed occhiali. Per tutti ero strano. Per me ero solo IO, spaventato dal giudizio degli altri.
Le prime ore sono state difficili, non tanto per le mie paranoie del passato, ma perché la cara nonna (la stessa che rivela i tuoi segreti ai parenti che incontri sporadicamente – leggi qui) ci ha costretti a montare la roulotte, da soli, per non dover spendere i soldi del montaggio. In meno di 3 lunghe orette, avevamo montato tutto e ci apprestavamo a mangiare – sapevamo già come trascorrere il resto del pomeriggio. Arrivati sulla spiaggia abbiamo cercato il posto più adatto, uno che ci permettesse di prendere il sole e che avesse anche un minimo di ombra per ripararsi dal caldo cocente, ma soprattutto lontano da un simpatico individuo baffuto e simil-Hulk Hogan - ormai centenario – che ha il maledetto vizio, di rendere tutti partecipi delle stronzate che dice durante tutta la sua permanenza spiaggistica. La sera, esausto, sono andato a letto, peccato che la mia roulotte non sia un albergo a cinque stelle dove sta solitamente Paris e così ho dovuto dividere il sonno con mia madre. Nel bel mezzo della notte ho percepito di essere indolenzito e di esser rimasto per lungo tempo in una posizione evidentemente scomoda, così aprendo gli occhi, ho capito che non era casuale la mia locazione – schiacciato contro il finestrone laterale – mia madre, mi ci aveva costretto dopo aver occupato il centro del letto. Trauma.
Alle 7.00 in punto, avevo azionato la sveglia, volevo visitare il mare in totale solitudine e poter godere di quelle memorie che appartenevano solo a me e al bimbo di 12 anni fa, del silenzio, dell’acqua che bagna la spiaggia deserta e in compagnia della sola presenza di qualche amante del jogging o della pesca. Splendido, splendente mi sono incamminato verso la spiaggia con il mio ipod nelle orecchie, con musica melò che mi ha guidato alla scoperta di un nuovo me, mentre i demoni del passato riaffioravano a galla. Eccomi lì, solo. Era arrivato il momento di fare i conti con il passato e trovare una collisione con il me del presente. Qualche scatto ed una scomoda passeggiata tra i puntuti sassoletti sparsi per tutto il bagnasciuga, con i piedi doloranti e la testa affollata di pensieri ho deciso di sedermi ed interrogarmi sul motivo per cui tutti vivono una vita senza grandi differenze, programmati come un destino inesorabile o un orologio a batteria – senza esitazione fanno domande scontate - sull’auto, la fidanzata, il lavoro - che ti collocherebbero automaticamente nel dimenticatoio massificato dei “tutti-uguali” se tu decidessi di rispondere con un demotivamente “si o no”. Perché non mi chiedono che musica ascolto, qual è il mio artista preferito o l’ultimo libro letto per capire chi sono diventato IO e non quanto sia uguale a tutti gli altri. Ho solo paura di non essere uguale a tutti gli altri? E se fosse, vorrei veramente esserlo?
Più tardi nuovamente in spiaggia a prendere il sole, ho potuto godere della nauseante compagnia di una bimba saccente che in compagnia di alcuni amici, aveva deciso di scavare una buca, costruire castelli e rompere le balle pochi centimetri più in là - da dove mi trovavo io – sicura di se e Paris-amente gasata con indosso un costumino all’ultimo grido firmato “WITCH”, gironzolava intorno ai due bimbi affaticati, ripetendo molteplici volte di avere un numero superiore a 100 secchielli e palette - come Carrie Bradshaw elenca la sua collezione di scarper Blahnik. Sfruttava le sorelline gemelle, intimando loro di andarle a prendere della nuova acqua da investire nelle sue costruzioni di sabbia multimilionarie. Benché con la volontà di calciarla più lontano mi fosse possibile, dato che si trattava di una boriosa ragazzina logorroica, ho trattenuto il calcio e ho ascoltato tutto ciò che aveva da dire. Con rinnovato sentimento, ho deciso di ascoltare della musica…. Il tempo era passato in fretta e il pomeriggio di domenica era stato caratterizzato da un’afa mortale e da nuvoloni in stile Londra, poco sole più tardi ed un libro finito dopo, era già l’ora di farsi una doccia, mangiare e tornare e casina. Rinnovato? Forse si, forse no…ma sicuramente con una carnagione più beije che bianca, alla quale sono abituato da una vita.
June 23 Etimologia della parola: "FROCIANO".THE IMPORTANCE OF BEING FROCIANO Etimologia di un mood.
Bhe, con lo sdoganamento tv di QUEERLand e GAY Friendly è impossibile non adattarsi alla ventata tutta color arcobaleno che intasa il tubo catodico e non solo; così, tra le risate politicamente scorrette di Will & Grace e il sesso tutto DIRTY & CENSURED di Queer As Folk e The L Word dovevo trovare un modo per rendere meno “inacettabile” l’iconografico prototipo gay che aleggia nell’aria e quando si parla di Paris Hilton e Babra Straisand, di quanto erano belli i capelli color cenere di Farrah Fawcett o gli zigomi ritoccati a colpi di botox di Cher – facendo dell’ironia machista – era impossbile non coniare la parola “FROCIANO”, cioè tutto ciò che appartiene al prototipicamente gay senza essere in alcun modo offensivo ma gayosamente gioviale. Benché essa non abbia storiche provenienze da lingue lontane, arriva direttamente dalla necessità odierna di viaggiare nel tempo e riscoprire nel parlare comune Icone ed Icone – appartenute alle più svariate personalità ordinarie di tutti i giorni; Da Fonzie a Rocky per lo stille Bulletto, da Goldrake e Candy Candy a Drangon Ball & Sailor Moon per gli Otaku (termine giapponese per indicare i Dipendenti da MANGA), dalla pantera nera Naomi Campbell alla super griffe Dolce & Gabbana per i Fashionisti, fino ad arrivare all’immancabile e proverbiale mondo fatto di glitters e paillettes da Britney Spears all’ereditiera più Glamour di tutti i tempi, Paris, per i “Frociani”. Nata per gioco, la parola, vuole indicare miti modernamente POP-Culture per tutti, dai giovani ai vecchie e rigorosamente dai gaysh-boy un po’ Dandy ai camionisti di tutto il mondo.
Consumatori di McDonalds, usatela potrebbe essere la parola del domani! June 22 The Polka Dots Effect - Italia vs Rep. Ceca 2-0The Polka Dots Effect. Questa mattina sono andato alla disperata ricerca di una polka dots tees, che costasse rigorosamente meno di 50€, infondo si tratta solo di una maglia di cotone bianco cosparsa di qualche puntino nero – che al peggio potrei realizzare faticosamente io, con l’aiuto di una biro bic. Girare, non serve a molto, quando non è la tua giornata. Così ho adocchiato un paio di cd interessanti che sarei stato curioso di ascoltare; ma poi, ecco che fa capolino tra la mia testa e la mia coscienza, la parte di me che quando sono lì,lì, sul punto di fare serenamente un acquisto - mi ammonisce e costringe a posare l’oggetto al suo posto. Quale trauma? Dove sono finiti i bei tempi in cui non esitavo affatto a mettere mani al portafoglio per compare una t-shirt che desideravo piuttosto che una pila di cd svariati al vantaggioso costo di 29.000,dell’ancora in vigore, lire? Sono passatissimi. Sarà a causa del fatto che non ho un lavoro remunerato o forse per le continue grida dei miei, che quando tornavo a casa con buste e bustine, si disperavano immaginandomi barbone sotto qualche ponte – ma con tutti i cd dell’ultima hit-parade. Turbato dall’insuccesso e dall’auto-ammonimento, ho capito che avrei dovuto prendere un po’ di sole. Così, 2 ora dopo aver consumato il mio pranzo, mi sono seduto sulla sdraio e col supporto del lettore cd anti-shock (vero gioiello della preistoria) ho infilato le cuffie e mi sono addormentato al suono di uno dei più bei album firmato Ryan Adams. No, non BRYAN..non sono a quel punto della mi vita in cui viaggio musicalmente nel tempo per scovare c****e canore, mitigate da un buon single. E bam. Quando il sole picchiava forte sulla mia faccia lunare e il sudore rigava la mia fronte e non solo, mi sono accorto che la partita stava per incominciare. E chi se la perde, quando puoi fare la cronaca di un gruppo di giovani affaticati sotto il sole che sudano come maiali quando tu sei seduto comodamente sul divano con il ventilatore che ti scompligia….hum, no, questo non è il mio caso. Cmq..mi sono divertito e se vi va di dare un occhio alla mia recensione “A Qualcuno Piace Totti!”, basta che clikkate QUI. June 21 Building a MisteryA Midnight Summer Dream
In una delle recenti notti di insopportabile afa, vestito solo dei miei boxer, ho afferrato il mio cuscino e mantenendo, ancora per pochi secondi, i miei occhi aperti, respiravo lentamente. Le coperte mi avevano avvolto come spinte da un amore invisibile. Io, mi apprestavo a perdere l’energia e il sonno sovrastava la mia mente, guidandola verso il silenzio. Sentivo l’acqua bagnarmi. Il mio corpo dolorante ed esausto si muoveva a stento. Fiotti di sangue scorrevano dalle mie braccia all’acqua corrente – non avevo idea di dove mi trovassi, ero solo certo di non saperlo. Alzata la testa, di fronte a me - uno spettacolo apocalittico. Il cielo grigio era frastagliato da enormi nuvole puntute e nere come la pece, tutto attorno a me devastazione e ad attendermi nefasto una creatura sconosciuta, con enormi ali nere e l’aspetto di una marmorea rappresentazione regale. Sapevo che mi aspettava. Lui sapeva che sarei arrivato, non quando, non come, ma era certo che da un momento all’altro tutto ciò che era rimasto crudelmente in sospeso, avrebbe trovato degna fine. Oggi, con me. Frastornato non avevo avvertito l’enorme peso sulla mia schiena. Gigantesche ali dal colore della luna, poggiavano su di me, ferite. Con forza sovrumana ho afferrato l’enorme spada che era ai miei piedi e con un inaspettato slancio ho raggiunto il cielo. Faccia a faccia con una creatura delle sembianze demoniache mi apprestavo a combattere - non avevo certezza, ne la più pallida idea del perché mi trovassi lì, ma una fantomatica parte di me era pronta…. Ho aperto gli occhi e ho sentito sotto di me le lenzuola intrise del mio sudore. Il mio corpo ghiacciato e sfregiato era immobile. Silente ho tirato un’enorme respiro. Il cuore accelerava i battiti ed io sapevo solo di non aver sognato.
Costruendo un Mistero
Tu esci di notte proprio quando arriva l’energia, l’oscurità s’illumina ed i vampiri vagano Tu abbandoni i tuoi abiti rasta, il tuo poemi suicida e una croce appartenuta ad una fede morta prima dell’arrivo di Gesù Tu stai costruendo un mistero.
Vivi in una chiesa dove dormi con bambole voodoo e non smetti di cercare i fantasmi nei corridoi Tu indossi sandali nella neve ed un sorriso che non può esser lavato via…
lyrics – Sarah McLachlan June 20 FACE TO FACE with VICTORIA VOXQuesta era la mia prima intervista faccia a faccia. Munito di tutto ciò di cui avevo bisogno e dopo ore di preparazione per le domande in inglese, siamo arrivati con il solito ritardo – a causa di Daniele – che però sosteneva tutti i giornalisti debbano farsi attendere. Ero molto emozionato, non perché mi apprestassi a conoscere un’icona ma perché non sapevo affatto chi avrei avuto davanti.
Il suo volto tranquillo mi ha comunicato serenità. La mia ingle-dislessia acuta , però, mi ha giocato brutti scherzi facendomi fare qualche casino con le domande. Sapevo già, che sarebbe andata così, perché l’inglese lo parlo e direi bene, ma quando devo parlarlo con persone di madrelingua vado nel panico perché temo di sbagliare ed è proprio quello che succede.
Tiro fuori il mio registratore per non rischiare di dimenticare tutto ciò che lei mi dirà; e REC. Abbiamo parlato della sua musica, del motivo per cui scrive e suona, dei suoi miti, dei suoi album passati e quali sono i suoi obbiettivi. Con totale serenità mi ha raccontato della sua passione e del motivo per cui desidera fare musica.
Firenze era ancora illuminata dalla luce del sole che si apprestava a scomparire e così abbiamo deciso di fare qualche foto prima che fosse tardi. Senza nessuna particolare pretesa Daniele, ha scattato, poi abbiamo salutato Victoria e ci siamo diretti a mangiare qualcosa.
Nient’altro che McDonalds.
Siamo arrivati tardi all’inizio della sua sessione musicale – un vero peccato. Munita del solo Ukulele che portava con se, ha suonato e cantato. Ha interpretato estremamente bene cover come “Psycho Killer” e il sempre verde “Somewhere Over The Rainbow” per poi abbandonarsi a qualche suo personale successo. Munita di una straordinaria umiltà ha suonato la sua musica. Attorno a noi non c’erano molte persone ma sapevo che tutto ciò rendeva quel momento unico.
clikka qui per leggere l'intervista su MEonSPLINDER o visitat il sito fucciale di VICTORIA VOX June 18 ITALIA VS USA Comicamente Picchiaduro!!!ITALIA VS USA Comicamente Picchiaduro! In un Italia solidariamente “provata” ma “DISINTERESSATA!!”, dalla scoperta di
Ho sempre ripetuto che i mondiali, valgono la pena di esser visti perché non avendo una cadenza settimanale – come le squadre del cuore – divertono ma non danno dipendenza; Così - forte di ciò - alle 21.00, dall’evocativo Stadio dal nome nazzista di Fritz-Walter-Stadion Kaiserslautern, la nazionale italiana si preparava a collezionare una serie di figure di merda, inaudite.
Ma non è stato esattamente così.
Anche se più spesso impegnato ad analizzare l’abbigliamento e i cognomi dei nostri avversari, ho seguito con interesse - mitigato da momenti assoluti di noia – l’intera partita, più simile ad un brutto film di serie B con Steven Seagal che ad una battaglia calcistica. Tutti pronti a giocare, ma segretamente sonnecchianti, la partita è stata una specie di mortorio fino a quando, allo scoccare del 22° minuti Gilardino non ha centrato la rete con uno spettacolare colpo di Testa e se ciò aveva rifocillato la speranza degli Italiani, tutto quello che è accaduto dopo, l’ha totalmente tolta. Momento decisivo, pre-FIGHT CLUB, è stato il 36° minuto quando AUTOGOALISTA Tutto ciò che è seguito è stato a dir poco ridicolo. DeRossi, forse ancora incavolato all’idea di aver visto un suo compagno regalare il punto (che si sarebbe rivelato decisivo) agli States, colpisce volontariamente il volto di McBride, che si rialza tonteggiante con una maschera di sangue. Espulso il nostrano DE ROMA, la partita prosegue con le corse a perdifiato - dietro la palla - sempre RIGOROSAMENTE fuorigioco, dell’assente Toni. Inevitabile cartellino giallo per il sonnolento Totti, che dopo aver pagato il parrucchiere personale per raggiungerlo in Germania, ha giocato pochi minuti ed è pure riuscito a prendersi un CARTELLINO GIALLO, Sarà la bonazza ma beota moglie a farlo deconcentrare? Sperduti tra una rincorsa inutile, qualche colpo mortale all’avversario, i cartellini gialli e il colpo anale segnato al culo di Perrotta – che si aggirava in campo a gambe larghe, con un tipo che gli teneva una considerevole massa di ghiaccio tra una chiappa e l’altra, l’intera partita è stato un fiasco.
Ma si può??? Italia…Italia….. photo courtesy of LIBERO.it Grazie a DanieleP. per la consulenza, utile allo svolgimento di questa recensione - altrimenti impossibile. PREACIOUS THINGSPREACIOUS THINGS
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Let them bleed/Let them wash away/These precious things let them break/Their hold over me/He said you're really an ugly girl
But I like the way you play/And I died/But I thanked him/ Can you believe that Sick holding on to his picture/ Dressing up every day/ I wanna smash the faces of those beautiful boys /Those christian boys/ So you can made me cum That doesn't make you Jesus/ I remember / Yes in my peach party dress No one dared/ No one cared... lyrics by Tori Amos Travolto dalle risa degli accondiscendenti
premevo le mie mani sul petto
per fermare il sangue che fuoriusciva dal bersaglio colpito.
Davanti all'evidenza, il silenzio ha raggiunto le mie parole successive,
le ha bloccate - costringendole a fermarsi come una volta - ma adesso - per sempre.
Non cerco la tua compassione e non voglio essere assecondato - la tua voce emette un suono irrazionale e le tue parole sono biblicamente retorica
per le mie orecchie.
Ti ho creduto ancora una volta, ma tu oggi hai gettato lontano da te
quel poco del cuore che avevo conservato.
Fortificato da un'insaziabile voglia di vedere crollare il tuo impero di cera
attenderò, forse a lungo, che tu cada.
Non avanzerò per darti aiuto, non lascerò le mie parole entrare ed uscire dalle tue orecchie
non fingerò di sentirmi libero di narrarti,
perchè sarò troppo occupato a versare sul tuo corpo
i miei silenzi guidati dal rancore.
Prega che la furia sia finita, quando la porta successiva alla quale bussare
sarà la tua.
MIK.
June 16 GUCCI MADE ME DO IT!GUCCI MADE ME DO IT! A Fashionholic Dreaming Disaster (a.k.a I SAID GUCCI 5) Eccomi qua. Ieri mattina, poco dopo essermi svegliato a causa della mia cara nonna che alle 8.45 chiamava per avere ulteriori informazioni riguardanti il suo periodo di villeggiatura al mare, ho ricevuto una telefonata di Ilenia, che disdiceva l’appuntamento pomeridiano in Centro e i miei pantaloni firmati GUCCI. Ho firmato il foglio di rilascio della SDA ed erano nelle mie mani. Tutto questo suonerà molto Frociano, ma non posso non dirvi quanto sia stato felice nel vedere che il mio acquisto E-Bay ero valso la pena di ogni centesimo. Erano lì ben piegati all’interno della busta con scritto a caratteri cubitali GUCCI. Ho aperto e si, erano proprio come li avevo immaginati. Insomma, gente - Non capita tutti i giorni di avere un paio di possibili originali GUCCI tra le mani. E ad averli, ero io, questa volta!
Avrei fatto una corsettina di rodaggio intorno al palazzo, solo per poter far vedere a tutti che li avevo - ma poi ho pensato che sarebbe stato oltremodo inappropriato. Ma…mi sono riscattato la sera, quando sono andato fuori per una pizza in compagnia di mia sorella e di mia cugina. Una situazione insolita dato che non usciamo mai insieme, ma sono successe talmente tante cose ultimamente….mia sorella che sta per diventare mamma, la dipartita di mia Zia e la solitudine alla quale mia cugina è esposta, io che continuo a non trovare lavoro e così era giusto commemorare e commemorarci in qualche modo. I Jeans erano visibilmente GUCCI, peccato che essendo giovedì sera quel locale-pizzeria era abbastanza vuoto. Dimenticati parzialmente i GUCCI, mi sono buttato di gran volontà sulla pizza, cibaglia che non vedevo da giorni – data la dieta. Quello che non sapevo è che avrei passato la notte insonne a causa della PIZZA. Abituato a mangiare senza sale ho avuto una sorta di disidratamento salino. Credo ne fosse piena e così alle 4.00 in punto ero sveglio e dopo essermi girato e rigirato a lungo ho deciso che volevo scrivere. Terminato l’articoletto notturno su FARRAH FAWCETT, ho tentato nuovamente di dormire. Ma è stato impossibile. Così, vedendo la luce farsi strada nel cielo, ho pensato che sarebbe stato bello veder parzialmente sorgere il sole. La brezza mi congelava il volto - ma non il resto del corpo, coperto dal solito e vecchiotto patched-plaid al quale ormai sono affezionato e percepivo i suoni della piccola cittadina che si sveglia e della natura che lo faceva insieme ad essa. Come al solito, ho chiuso gli occhi perché c’era ben poco di valido da guardare attorno a me. Sapevo che il cielo era pallido e quell’ aria fresca, poteva essere quella degli Hamptons – mai visitati – ma spesso sognati, ed in un attimo ero lì, a guardare il mare infrangersi contro la sabbia bianca come le case che si affacciano sull’oceano. Ero lontano. Respiravo un’aria incontaminata che riempiva i miei polmoni. Sentivo i granelli sotto i miei piedi giocherellare spinti dal vento e una senso di pace e di estrema tranquillità.
Questo prima che sentissi le voci dei miei parlottare alle 6.00 della mattina. Con passo felpato mi affaccio quatto alla finestra – dato che la persiana era quasi completamente tirata giù e chiedo “mi stavate cercando?” e loro tutti rincuorati scoppiano a ridere. Dove potevo essere secondo loro alle 6.00 di un’ ordinario venerdì mattina ? E vi chiedete perché sono strano? Il sogno era infranto ed io ancora rincoglionito dalla notte bianca. Mi rifaccio, giuro che mi rifaccio. Adesso inizia il week-end. Avrò tempo per mostrare a tutti i miei jeans. June 15 Viaggiare per....VIAGGIARE PER.... Gionata Nencini - Amico in viaggio verso il mondo. Frequentavamo insieme le medie ed abbiamo passato gran parte dei nostri pomeriggi imitando alcuni dei professori che odiavamo di più. Non c’era molto che ci univa tranne l’indisponente capacità di divertirci prendendo per il culo il mondo – ovunque ci trovassimo.
Sopra una moto acquistata per poche centinaia di euro e con zaino in spalla, Gionata Nencini, questo il nome del mio amico, è partito per un epico viaggio verso il mondo.
Un po’ “I Diari della Moticletta” un po’ “Il Giro del Mondo in 80 Giorni”e con la filosofia di “partire per viaggiare & non per arrivare” ha cominciato questa terza avventura – preceduta dal viaggio in autostop nel 2001 e del giro d’Italia in bicicletta nel 2002 – per raccontare e vivere la realtà fuori dallo stivale. Attualmente in Vietnam dopo aver visitato Crozia, Grecia, Turchia, Russia, Giappone, Corea e Cina; Gionata, racconta di se in paesi lontani, delle sue disavventure e dei suoi incontri - scrivendo poesie o tracciando il percorso con simpatiche annotazioni web. Dato il seguito di questo viaggio, non potevano non accorgersene a Radio DeeJay che in collegamento telefonico si sono presi gioco del viaggiatore solitario, che imperterrito continua il suo trip mondiale alla scoperta di se e di tutto ciò che lo circonda. Foto, poesie, racconti, mappe e moltissimo altro sono raccolti nel sito web dedicato a partireper.it, dove potrete curiosare e commentare le parole giornaliere di Gionata, visitare posti mai visti grazie alle numerose foto presenti sul sito e scoprire come mai questo ragazzetto di provincia ha desiderato tanto intraprendere un viaggio con se stesso e con il mondo….. Visita il sito PARTIREPER.it o leggilo daily sul BLOG PARTIRE PER.June 13 DESPERATE HOUSEGUYSempre in attesa di ricevere una telefonata che mi offra un lavoro migliore - in questi giorni ho continuato ad aiutare mio Pà, che nella vita non fa altro che pulire le case dei ricchi.
Non appena arrivati non ho potuto fare a meno di provare un brivido di gelosia nei confronti di cotanta bellezza e nelle ore successive non è andata affatto meglio. Ho sbirciato in qua e là per la casa e ho notato che era distribuita su ben 4 piani, impiantito completamente di marmo di Carrara – lo stesso che utilizzava Michelangelo per le sue sculture e 3 bagni di cui due completamente ricoperti e realizzati in materiali proveniente dalla magione di VERSACE. Da sognante viaggiatore per i cazzi altrui sono passato a sentirmi una vera e propria Colf (niente togliere alle colf – ovviamente), quando dopo essermi imbattuto in una busta Patrizia Pepe lasciata per le scale ho aperto la porta della camere da letto. Il brutto è che dopo aver fatto il mio dovere di pulitore vetri ho sentito l’irrefrenabile desiderio di rifare il letto. Ma non dovrei rifarlo??? Combattuto tra un pensiero e l’altro mi sono limitato a riordinare la scarpe firmate sotto il letto. Non del tutto sicuro di aver capito chi cavolo abitasse in quel villone, ho deciso di raccogliere maggiori info e nel giro di pochi minuti ho capito che tutto quanto era semplicemente occupato da un ragazzetto poco più grande di me. Sclerotico ho deciso di fantasticare su chi potesse essere, insomma è bene sapere chi abita una casa così grande – ma il problema è arrivato dopo quando ho pensato che sarebbe stato un perfetto set fotografico…come al solito.
Il pomeriggio sono tornato munito di macchina fotografica e tutte le foto che avevo immaginato di scattare si sono ridotte ad una sola, in realtà l’unica decente; perché spaventato dall’idea che potessero trovarmi a scattare fingendomi un Casalingo Disperato, mi metteva un’intensa angoscia e così di fretta e di furia ho dato qualche scatto veloce e via nuovamente a lavoro come uno schiavo dell’antico Egitto.
Sapevo che quella casa sarebbe stata troppo per me ma dentro al mio cuoricino Parisiano avrei voluto averne solo una piccola parte…ok, vabbè, diciamo almeno la metà …..stanco e provato ho raccolto le mie cianfrusaglie e tutto ciò che avevo usato per portare a pulito quella casa e me ne sono andato. Con una sola foto ed un sacco di sudicio addosso. Ma i ricchi non si lavano? E perché non posso avere una casa grande così che io mi pulirei da solo??? – eh, vabbè…mi arrendo. sarò una COLF perfetta! O uno sguattero disperato??? Dove sono Bree, Susan, Gabrielle e Lynette???
June 11 CARRIE WITHIN - EXIBITONCARRIE WITHIN Stephen King ne scrisse un libro, Brian De Palma ne curò l’adattamento cinematografico ed oggi io ho interpretato niente di meno che la temeraria, Carrie.
Mancavano poche ore alla prima esposizione alla quale da tempo anelavo e dopo aver perso tracce del mediocre organizzatore che ci aveva già guidato nel viaggio alla scoperta della cruda realtà Cubana, mi ero un po’ rassegnato all’idea di ottenere un risultato che avrebbe fatto decollare il mio FASHIONISMO. 22.00 Riceviamo finalmente segni di vita dal latitante e ripeto – mediocre- organizzatore dell’esposizione che ci comunica ora, indirizzo ed inutili informazioni sul come e quando del fatidico giorno – che poi non rispetterà. Il giorno seguente 10.30 quello che, qualche ora dopo, avrei ribattezzato bonza palla di lardo. Non si è presentato all’appuntamento e al suo posto c’era un anziano signore molto disponibile che ha cercato di aiutarmi per quanto gli fosse possibile. Io, basito nel trovare solo due pannelli al posto dei 15 promessi, ho storto il naso e con stizzita ilarità e la musica del mio I-Pod negli orecchi, ho ben deciso di non perdermi d’animo ulteriormente, smuovermi e non esitare ancora davanti a quei miseri pannelli. 12.30 esattamente 2 ore, 30 foto e un centinaio di strappi allo scotch dopo, avevo finito di attaccare le fotografie, che diversamente da quanto avremmo voluto, risultavano enormemente ammucchiate in uno spazio evidentemente piccolo. Avevo ripetutamente mosso le foto da un posto all’altro per trovare una soluzione appropriata ed avevo inevitabilmente attaccato i cartellini Politicamente Scorretti che titolavano le foto più o meno così “Paris Hilton & The Olsen Twins wear Dolce & Gabbana”. Fiero ho abbandonato il comune. 12.45 Dopo aver camminato a passo spedito per poter raccontare ai miei che la mostra si era ridotta a soli due pannelli - arrivato a casa, ricevo la telefonata del mio fantomatico – per l’occasione – amico & co-artist Daniele, che era a lavoro e mi annuncia con epiteti poco gradevoli che i pannelli promessi si sono miracolosamente materializzati.
12.55 Ho percorso con passo felpato lo spazio che divideva la terrazza dalla cucina, Estenuato dall’irriverente presa di posizione del bambinesco “io ho i soldi ed io comando”, ho sciorinato alcune delle più truculente e succose parolacce che avevo collezionato e accluso con cura al mio vocabolario “TRECCAZZI” ed ho invaso la casa con una nefasta esplosione di verità taciute fino ad ora. Mentre io continuavo a sproloquiare senza ritegno e la mia pelle scottava e veniva percorsa dagli spinosi gambi di una rosa, i miei mi imploravano di abbassare la voce ed allora si che io, munito di quanto più rancore potesse contenere il mio corpo, ho indietreggiato ed ho cominciato a gridare a voce più alta. 13.15 il sangue pulsava forte nelle vene ma ormai avevo rivelato a gran parte del palazzo – dato i muri di casa simil-japanese style - ciò che pensavo della mia insopportabile vicina - ribattezzata ironicamente durante il viaggio, M.Next Door, per la sua capacità di apparire quanto più normale per poi rivelarsi un vero soggetto da evitare, ciò che pensavo del sopraccitato bonzeggiante mostro decerebrato disorganizzatore di eventi e di tutto quel marasma di gente dimmerda che li contornava. 13.30 In pochi minuti mi ero ritrovato esausto e seduto a tavola. Spossato per l’intensa energia critica che avevo utilizzato per costruire frasi - completamente composte da parole scurrili – e rigorosamente di senso compiuto ho mangiato qualcosa che avevo nel piatto e niente più.
Poco importava. 19.00 Tutti insieme avevamo terminato di risistemare le nostre piccole opere d’arte per la prima volta esposte fuori dalle nostre stanze e dai nostri pensieri – come un'unica grande famiglia avevamo reso migliore questo giorno rovinato dall’incapacità di organizzare di chi è nato con il posto di lavoro sotto il culo. Impegnati in una Live Performance – abbiamo coinvolto tutti nella re-styling dell’esposizione.
Quindi ringrazio Dio per avermi dato la vita, in questo ennesimo giorno in cui ho dubitato di Lui. Ringrazio la mamma, il babbo e la Vero&Jules che erano con me. Ringrazio Dani, Lilly e Vincenzo che erano con me con il pensiero. Ringrazio la mia cugina Cinzia che ho imparato ad amare non troppo tempo fa e il suo cortese amico Steno per aver partecipato. Ringrazio le mie ritrovate cugine Laura e Novella ( e il Suo ragazzo) per esser state così gentili da aiutarmi e venire a vedere questi preziosi scatti. Grazie a Marty & mamy per esser stata la numero uno. Grazie ad Alice per essersi data –come sempre- daffare. Grazie all’adorabile Baby per esser passata!!!! Grazie a Dani perché abbiamo trovato il modo di collidere i nostri diversi modi di fare arte. Grazie a Ste,Manu,Angy & Giu per esserci stati. Grazie a Giuseppe per aver lavorato anche di Sabato e a Serenella per esserci stata. Grazie a tutti quelli che ci sarebbero stati. Grazie a me per essere sempre così irrimediabilmente ALTERNATIVE FASHIONISTA! June 07 Esperienza FotograficaESPERIENZA FOTOGRAFICA THE CUBA TRIP esposizione fotografica
Certi che ci fosse molto di cui narrare, abbiamo pensato che l'unico modo per poterlo fare era catturare la vera anima cubana, tramite scatti furtivi dei momenti quotidiani, delle situazioni reali, espressioni uniche in un percorso fotografico che nella semplicità svela l'anima della gente... Non siamo qui per rivelarvi se sia giusto o sbagliato ne per Non stupitevi nello scoprire che qualcuno al vostro fianco avrà trovato una risposta diversa dalla vostra ...perchè questa è Cuba. Se amate la fotografia e siete curiosi di capire cosa ha colpito maggiormente i nostri occhi non dovrete fare altro che presentarvi alla INAUGURAZIONE dell’esposizione fotografica che si terrà Sabato 10 Giugno alle ore 16.30 presso l’atrio del Palazzo Comunale di Campi Bisenzio. Speriamo di vedervi. ^_^ June 06 PROSTITUTA BIBLICAAMANTE, PROSITUTA o AMATA madre&moglie? MariaMaddalena la Postrituta della Bibbia. 2 anni fa a casa di un’amica mi trovai davanti al libro “IL CODICE DA VINCI” curioso - 500 pagine, 1000 dubbi e pochi giorni dopo avevo finito di leggerlo e benché mi avesse intrattenuto piacevolmente dissi a chiunque mi chiedesse un commento - che Dan Brown avrebbe dovuto fermarsi a pagina 400 e non stressarci ulteriormente. Poco tempo dopo, sentii parlare della trasposizione cinematografica del libro e ne ero parzialmente entusiasta, prima di scoprire che avrebbe generato tanto clamore tra Chiesa, credenti e cineasti e rivelarsi una grande bruttura.
Conoscendo i numerosi misfatti di Chiesa e Clero, che nel corso dei peggiori e numerosi momenti storici hanno taciuto verità inaccettabili, si può fermamente credere che la volontà Clericale di danneggiare o screditare fino alla scomparsa - il ruolo significativo della donna nel Vangelo - avrebbe potuto costringere loro ad eliminare questi preziosi e decantati libri mantenuti in vita dalla Massoneria e Opus Dei. Ma se fosse realmente così perché lasciare inalterati i libri scritti da altre due donne ispirate da Dio? Ester ragazza ebrea ed orfana e Rut donna Moabita piena di leale amore, hanno lasciato tracce di se nel vecchio testamento, parlando del proposito divino e dell’arrivo di Gesù Cristo. Potremmo dubitare dell’importanza di questo ultime rispetto a quella di cui viene investita Quello che sappiamo per certo è che la Bibbia è scomparsa per lungo tempo e coloro che ne hanno fatto le traduzioni in numerose lingue – indipendentemente da quale religione loro appartenessero – hanno riportato (quasi sempre) fedelmente gli scritti. Nonostante la chiesa abbia volontariamente incluso nei libri sacri quelli riconosciuti (da loro stessi) apocrifi di Giuditta e Tobia, perché aggiungere scritture sacre inesistenti di una sconosciuta ed escludere quelli dell’importante Maria Maddalena? Non ci è dato saperlo – ammesso sia vero. Alla conclusione del suo omonimo Vangelo 21:25, Giovanni scrive: “Ci sono molte altre cose che Gesù fece, le quali, se fossero scritte nei minimi particolari, suppongo che il mondo stesso non potrebbe contenere i rotoli scritti”. Questo potrebbe dare senso alle longeve accuse mosse alla chiesa, ma che dire se tante delle informazioni alle quali andiamo alla disperata ricerca non servissero per comprendere il motivo per cui viviamo? Partendo dal presupposto di credere che Gesù sia vissuto e morto per il bene dell’umanità come sostengono le scritture, se avesse procreato con Maria Maddalena avrebbe dato alla luce una progenie Perfetta, il che significherebbe che tra di noi - ancora oggi - vivono persone che hanno un’ età maggiore a quella che siamo soliti calcolare. E se sotto il segno di questa progenie erano nati i geni dei secoli passati come Leonardo, perché non ci rimane altro che importantissime opere?
dal mio blog MORETHANME June 05 DON'T U DARESvegliato da un sonno leggero e prepotente ho vissuto il passato, il presente e il futuro.
Ho intereptrato un nuovo me ogni tempo e ho faticato affannosamente alla ricerca del vero me senza averlo trovato. Spaventato e estenuato giaccio pregando:
OH MIA MATRIOSKA,
AMPLIFICATE EMOZIONI SI ACCAMPANO IN TE
COLLAUDATO RUOLO DI ESTROSE PERSONALITà
OH MIA MATRIOSKA,
CHI SARAI OGGI, QUALE SEGRETO SCEGLIERAI DI NASCONDERE
AGLI ALTRI SUPERSTITI DI QUESTA TERRA
OH MIA MATRIOSKA,
NON OSARE FINGERTI UN DIO
NON INDOSSARE LE MENSOGNERE SPOGLIE
DELLE DIVINITà
OH MIA MATRIOSKA,
DAI ALLA LUCE IL FIGLIO CHE TIENI IN GREMBO
PARTORISCI IL DEGENRERO
OH MIA MATRIOSKA,
PARTORISCI ME.
Esausto cerco chi possa capire.
June 04 Nietzsche's EyesNietzsche's Eyes - lyrics by Paula Cole How many times did
Grandmother I'm shakin' I wasn't honest And all my love
I'm shakin' |
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