Michele's profileWELCOME TO MY "SUNNY" DA...PhotosBlogListsMore Tools Help
    April 30

    MIKY in the CITY (Again)

    MIK IN THE CITY again – Part 1
    Nella tarda sera del Venerdì siamo approdati a Manhattan.
    2 voli aerei, gli spasmi di terrore da volo di Daniele e una solida stanchezza dopo, non ci restava che scoprire come sarebbe stato il nostro appartamentino sulla 73rd Street dell’ Upper West Side; scopriamo felicemente che ha una sommaria somiglianza con quello di Sarah Jessica Parker in Sex&TheCity (situato non lontano da Central Park e a pochi metri dalla metropolitana) così, esausti, tiriamo un sospiro di sollievo e siamo pronti a goderci ore di sonno prima di avventurarci nella Grande Mela. Quasi ogni mattina il sole filtrava prepotente dalle semi-inesistenti tapparelle, svegliandoci prima del previsto – le mattine seguenti a Sabato 14, colazione rigorosamente home-made per risparmiare i 5.50$ del mediocre Cappuccino+Muffin da STARBUCKS.
    Soventi i costipamenti da Cambio d’Aria che colpiscono Daniele che ha intasato il cesso il secondo giorno, Claudia che costruisce un vero fortino all’interno del quale trascorre interminabili ore (per le quali viene ilarmente soprannominata MERDITE) ed io, che lo trasformo in una sala Concerti. Giriamo la Mela, in lungo ed in largo, dedicando la maggior parte del nostro tempo all’arte, ai negozi e alla gran quantità di gente Bonozza che affolla le strade intasate di Yellow-Cab. Ricorrenti i momenti di sconforto che si alternano nei primi 5 giorni per Daniele, che è semi-morto dopo la malattia pre-viaggio, nella seconda settimana per Claudia, che riflette su tutti i suoi Fidanzati e gli interi 15 giorni, per me in mancanza di Ale.

    UPTOWN… GUYS
    Visitiamo sommariamente la zona nella quale alloggiamo, limitandoci a sovente frequentazione del negozio URBAN OUTFITTERS che vende gemme d’abbigliamento a prezzi più o meno avvicinabili, nel quale io ripeto “wow” a più non posso, sbalordendo Daniele più del solito; il modesto FAIRWAYSCoop dell’oltreoceano - dove incontriamo/scontriamo palestrati, nonnette, bonazze, frociani e cassiere incazzose dato che facciamo la fila per la CASSA VELOCE (max12 Pezzi) con circa 60 – Ooops! Nei dintorni: appartamenti di lusso, loft, boutique da mozzare il fiato e ristoranti dai prezzi astronomici ai cui tavoli non abbiamo mai seduto.
    CENTRAL PARK…anzi PORK.
    Dopo i primi giorni, mitigare i desideri sessuali ed espellerli solitariamente diventava sempre più difficile e così, quando non ci abbandonavamo a discussioni su dimensioni, forme, gusti e quant’altro, passavamo il tempo in Central Park – unico polmone verde della metropoli Statunitense. Distese di alberi e campi invidiabili, erano locazioni perfette per i nostri break da passeggiata, qualche scatto fotografico e l’attenta osservazione di scoiattoli e i fighi/e della City. Indimenticabile la catartica giornata trascorsa a prendere il sole cocente tra la folla della domenica pomeriggio mentre non lontano da noi era tenuto un meeting-politco in lingua spagnola.
    5th AVENUE
    Centro della Shopping-Fever, nel quale è impossibile non concedersi una passeggiata con la pioggia o con il sole, a patto di essere Glamourousamente fashion per soffermarsi a sbirciare i gioielli di Tiffany, il magico mondo del Disney’s Store, le Griffe Italiane o il paradiso racchiuso dentro i quattro piani di Abercombie & Fitch dove l’atmosfera da DISCO-Baita trasuda di piaceri sessuali e fisici da calendario. Ma dati i prezzi, ci accontentiamo degli abbordabilissimi H&M, Zara, Armani Exchange e quant’altro di economico la via delle grandi firme abbia da offrire a 3 poveri squattrinati, che hanno imparato l’arte del BLENDING (inestimabile capacità di indossare capi da Grandi Magazzini con grande stile e gusto, mixandoli tra loro) per sopravvivere alla mancanza di denaro. Grande la spesa fatta nei negozi sopraccitati: T-shirt, polo, slip, accessori e altro. Scendendo più a sud sorge il popolare RockFeller-Center con pista di pattinaggio sul ghiaccio, studi televisivi, negozi e il Radio City Music Hall.
    TIME SQUARE – Broadway
    Punta di diamante della City, composta da giganteschi Neon.
    Su e giù per le strade che la contornano, è possibile incappare in folle spaventose, Mega-Store e i famosi Teatri di Broadway. Dopo estenuanti tentativi e cenette a base di McMerda, giovedì ci concediamo una serata a Broadway; indecisi tra RENT, LEGALLY BLONDE e CHICAGO, finiamo per vedere The Beauty&The Beast. Acquistiamo i biglietti 50%Off a 60$ (a testa) e abbiamo i primi posti sulla terrazza che da sul palco – grandioso l’intero spettacolo, meravigliosi gli abiti, abili gli interpreti e attoniti scrutiamo la maestosità del Musical. Entusiasti vorremmo vederne altri. La mattina precedente, veniamo scelti come pubblico per la registrazione di TRL US, costringo Daniele e Claudia ad accettare nella speranza di poter scattare le foto all’interno dello studio, con l’eventuale Ospite del Giorno e con i presentatori. Spogliati di tutti i nostri hi-tech e accalcati come vacche al macello, veniamo catapultati all’interno tra stupidi Teen-agers e scopriamo di dover battere le mani e gridare a comando. A presentare la classifica c’è il simil-formaggio Damien Fahey e la bellissima Susie, nominata recentemente una delle 25 persone più belle da People (Latin) e guest in serie come “Tutti in Famiglia” – per la quale Daniele ha avuto una duratura erezione. Niente foto ma almeno sono finito in TV!

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    MIK in The CITY again – Part 2

    DOWNTOWN
    Il risveglio di Daniele è avvenuto a Downtown, quando ha abbandonato la parte Malata&Addormentata di se stesso per accogliere la versione Incazzosa&Flemmatica, spaventosa dispensatrice di crudeltà di svariato genere.  Convinti che fosse l’isola felice, abbiamo trascorso molti dei nostri giorni nel Downtown di Manhattan, guidati da Claudia che padroneggiava la strada con inappropriata sicurezza che saltuariamente ci ha diretto nel Queens o a Brooklyn.
    @ CHELSEA: E’ qui che ai vari incroci della 23rd Street ho incontrato: Mario Cantone, miglior amico di Charlotte in Sex&TheCity, nella metro; Rufus Wainwright – dopo averlo appostato per chiedergli quale fosse il suo nome onde evitare che si prendesse gioco di me nel caso mi fossi sbagliato – gli ho estorto una foto e una mano sulla spalla; Phoebe Cates & Kevin Kline – i quali hanno tentato inutilmente di sfuggirmi – per poi accettare giosamente uno scatto in compagnia; Whoopi Goldberg a spasso, la quale però mi ha concesso solo un’insoddisfacente stretta di mano.
    Dopo aver capito che le Gallery erano situate tra la 20th -26th Street (tra la 10-11 Avenue), abbiamo vagato per ore osservando opere magnifiche e non di artisti emergenti, goduto pienamente dei nuovi scatti del mio mito Mr.David LaChapelle - nella mostra AWAKENED, girellato per negozietti Fashion-Vintage, Balenciaga e Comme De Garcon. Inoltre, abbiamo raccolto biglietti da visita per proporre le nostre “opere d’arte” e pienamente beneficiato degli edifici artistici per scatti assolutamente Glam. Le nostre serate fuori le passiamo gironzolando nei locali della zona nell’inutile speranza di fare amicizia con universitari, ma nessuno ci degna di particolare considerazione.

    @ GAYNWICH VILLAGE: Se Daniele era scontento che la City non fosse come la immaginava e Claudia spulciava famelicamente la sua guida “LOCALI FICHI a NEW YORK” – nei quali non sarebbe mai entrata visto che non ha compiuto ancora 21 anni – io, mi impegnavo a tonteggiare in modo imbarazzante ed inverosimile, a bofonchiare un inspiegabile inglese maccheronico,a fare acquisti, ad avere continua fame e a godermi tutte le attenzioni che ricevevo per la mia EXTRA-vaganza. Da qui la necessità di ribattezzare GREENWICH VILLAGE, GAYNWICH VILLAGE, landa indiscussa di Gay,Bisex,Lesbiche e GETERO (friendly dispensatori di commenti su Boys&Girls) dove trascinavo Daniele contro la sua volontà per appagare il mio egocentrismo e dare sfogo alla mia autocelebrazione. Inutile dire in quanti avrebbero felicemente fatto cena e colazione con il sottoscritto mentre Claudia, perdeva ogni speranza di fare sesso con un Etero – anche se qualke NIGGA le si è espressamente proposto.
    @ NOLITA: La zona a Nord di Little Italy (da qui NOLITA) è stracolma di negozi alla moda, dove si possono avvistare oggetti che non possono mancare nell’armadio ed è qui che Claudia ha acquistato i suoi stivali anni 70-vintage a poco più di 40$ ed io ho abbandonato uno splendido cappello da Marinaio anni 50, perché costava 28$. Poco più a Sud. Ho felicemente visitato la caffetteria DEAN&DELUCA dove Keri Russell lavorava nella serie tv FELICITY. (ovviamente ho acquistato T-Shirt & Tazza).
    @ UNIVESITY of NEW YORK: l’atmosfera è similare a quella che eravamo abituati a vedere nei telefilm, ma il nostro odio è insorto vedendo studenti di ogni razza ed estrazione sociale possedere Mac, Ipod, vestiti firmati e soldi per mangiare a STARBUCKS – quando noi consumavamo pidocchiosi panini home-made induriti dal freddo. Daniele si è particolarmente accanito nello scoprire che nei dintorni della Washington Square è presente un Arco di Trionfo falso e nell’apprendere che era l’unico rimasto in città a non possedere l’I-Pod.
    @ GROUND ZERO/SOUTH FERRY
    : Sorge qui la distesa che ospitava le macerie delle torri gemelle, abbiamo silenziosamente osservato e fatto qualche scatto per non dimenticare.  In giorni diversi abbiamo raggiunto una delle mete principali, la statua della Libertà. Arrivati nel tardo pomeriggio acquistiamo i biglietti per il battello e ci mettiamo in fila, spulciati come scimmie ci viene concesso la visita a Ellis Island ma quando è ormai troppo tardi capiamo che non vedremo la Statua perché il Tour sta per concludere. Tre giorni dopo torniamo e ripaghiamo un biglietto da 12.00$ per visitare sommariamente la Statua.

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    MIK in THE CITY again - Part 3
    AT NIGHT: Le serate fuori sono state poche a dir la verità, principalmente a causa della mancanza di denaro e secondariamente a causa dei NON-21-ANNI di Claudia alla quale era impossibile accedere nella stra-grande maggioranza dei locali. Sicuramente dispendiose la cena da PORTERS, le bevute all’ ART BAR e SLOANE e qualche altra cenetta nei dintorni dell’Upper West Side. Le restanti sere a giro per la city specialmente a Time Square o nel Village.
    THE GUIDES: Avevo con me ben 2 guide da viaggio, una guida alle Gallery di Chelsea, una ai Musical di Broadway e l’indispensabile THE VILLAGE VOICE, settimanale free in uscita ogni mercoledì, che dispensa consigli su come sbarcare il lunario durante le deserte serate dei giorni di lavoro. Tra le cose suggerite, che non abbiamo fatto per mancanza di soldi, c’erano il Live di Patty Smith che presentava il suo nuovo album, il concerto delle Coco Rosie, dei Third Eye Blind, quello di John Legend e Joss Stone e altri eventi di interesse vario.
    HEY HEY TU, TU: ispirati dalla snervante canzonetta della rinnovata Avril Lavigne, abbiamo abusato del ritornello per offenderci a vicenda durante l’intero trip. Merdite, Flemma e Fenocio erano quelle più utilizzate ma per necessità abbiamo variato con coloriti simili.  Mercoledì 18 la principessina canadese incazzata, suonava Live al VIRGIN STORE di Time Square e dopo il successo fotografico ottenuto con le star ero quasi –ostinato ad avere una foto in compagnia della Stronzetta. Ma niente da fare, arriviamo quando lei smette di cantare (per nostra fortuna) e la zona è altamente OFF LIMITS.
    MUSEUM:
    @ GUGGENHAIM: Daniele si arrabbia perché è in ristrutturazione, semi-vuoto e molto più piccolo di quanto non avesse immaginato – io e Claudia ci accontentiamo di vedere ciò che è esposto nelle sale. @ MOMA: Non c’è niente di meglio che una lunga coda sotto la pioggia gelata di Manhattan, per accedere al Museo di Arte Moderna. Basiti osserviamo opere di artisti Americani ed Europei esposti (a volte) come arte al macello. Esposti sono Frida Khalo, Kandisky, Modigliani,Warhol e molti altri.  I 3 lunghi piani ci mettono una gran fame e così ci trasciniamo faticosamente fino al 6° piano prima di uscire a sfamarci. @ WHITNEY: Daniele si arrabbia perché il biglietto da 15$ non vale la pena per le poche opere esposte all’interno del museo. Io concordo e lascio scappare un “io lo avevo detto”, mentre Claudia sembra essere fiera del’esposizione. @ CHELSEA: economico ma molto bello. Esposizioni interessanti di arte moderna: fotografica, scultoria e qualche dipinto – specialmente il trittico dedicato a Paris Hilton, Nicole Richie e le  gemelle Olsen.

    @ The END: Abbandonare Manhattan non è stato affatto facile, specialmente quando sei in completa sintonia con la City che dopo una paio di settimane inizi a percepire come una seconda casa. In poco tempo ti accorgi di prendere la metro come fanno tutti i Newyorkesi, di sfuggita e con sicurezza, che fai la spesa sapendo dove cercare cosa, passeggi tra i negozi come se dovesse essere l’unico posto in cui farai ancora acquisti per il resto della tua vita e osservi gli alberi di Central Park immaginando già come saranno in estate o durante l’autunno. Saremmo voluti rimanere più a lungo e nessuno di noi sarebbe voluto tornare così presto….ma abbiamo scattato circa 2000 foto, credete saremo in grado di ricordare?

    godetevi alcuni degli scatti--->^_*

    April 12

    LIKE A TEEN-AGER.....MY SORTA FAIRYTALE

    Ad un giorno dalla tempestosa partenza, mi trovo a dover fare ancora moltissime cose e a dover tamponare l’ansia che mi assale con pause inspira/espira. E se il giorno della partenza ha il nome di un famoso film horror (Venerdì 13), i Treni Italiani vanno in sciopero e noi siam costretti a noleggiare un auto per arrivare a Milano-Linate-Airport, Daniele si è beccato una febbre da cavallo e la Claudia ha un party importante questa sera, io mi limito a gettarmi in una paranoica visita PRESAGI-stica agli avvenimenti. Ma andiamo con ordine….
    A PIZZA place, 3 GUYS & A GIRL
    Finalmente siamo riusciti ad organizzare una serata in compagnia di Lorenzo e della sua girl, Eleonora.
    Non mancano anche oggi, motivi per sentirsi un po’ abbattuti. Ci sediamo al tavolo prenotato al BALDOVINO e ceniamo con pizza e coca-cola, ci abbandoniamo a quattro chiacchere e ad un giretto per il centro di Firenze.
    NASTY EASTER part 1
    Sabato, esco con Claudia per presentare il progetto grafico di un’insegna di un nuovo locale Pratese, ma finiamo per concederci un’ aperi-cena gratis e 4 chiacchere. Alle 23.00, ci raggiungono Daniele e Claudio concludiamo la serata al PRATO CITY, localino affollatissimo e con un sacco di gente POTTINA. Alessio, sembra scomparso e il panico mi annoda la gola e mi rende meno partecipe alla serata. Fino a quando, non ricevo inaspettatamente una sua telefonata in cui mi spiega il motivo della sua involontaria assenza ed io torno felice e contento come un Bimbo.
    300 Domenica sera io, Daniele e Lorenzo, andiamo a vedere 300, il film che dall’abile penna di Frank Miller diventa la trasposizione cinematografiche delle real-mitologiche avventure degli Spartani, Greci. Magistrale la regia, intensa fotografia e meticolosi effetti davvero speciali. Seguo il film, senza particolare partecipazione perché Alessio sembra essere nuovamente scomparso…temo ci sia qualcosa che non va. A fine film, evidenzio la poca attenzione con una domanda fuori luogo e Daniele mi assesta un “oh, ma non hai capito un cazzo…” – in effetti…
    NASTY EASTER part 2Vado con parenti e amici a Legri. Appena arrivato, apprendo che il cellulare non ha linea. Cerco inutilmente di riposare, ma 2 bimbi mi hanno appostato tutto il giorno perché giocassi con loro a palla e così, più tardi, acconsento. Sia io che Eryka, stiamo piuttosto K.O. quindi la conversazione è molto limitata. Verso casa, mi accorgo che Ale mi ha squillato una sola volta in tutta la giornata; i miei timori tornano a insinuarsi nel mio umore. Sono deluso, triste e non capisco, ma decido di abbandonare l’idea di stare a casa ed esco per simil-festeggiare il compleanno di Claudio – che non sta esattamente bene a causa della scomparsa del nonno. Sento Alessio e cerchiamo di capirci.
    MARTY DAY Come promesso pranzo con Marty. Lei si presenta in orario con una splendida cintura rossa a pois bianchi, fatta a mano tutta per me. Adoro entrambi! Il pomeriggio lo trascorriamo a Villa Montalvo, anche la Marty come i due bimbi di ieri insistono perché io giochi a pallone. Ci provo ma resisto poco. La sera in Chat con Ale.
    GIVE ME A STAMP Io ed Ale, ci vediamo finalmente prima della partenza. Passiamo il pomeriggio insieme, nascosti tra le numerose e paludose frasche di Villa Montalvo, divisi da un tavolo in legno parliamo di molte cose ma non mancano i silenzi e la voglia di essere più vicini ma resistenti corridori interrompono qualsiasi impacciato approccio. Non perdo occasione di osservare attentamente i suoi movimenti, le sue smorfie e i sorrisi che sfuggono al suo controllo. Ma sono gli sguardi a lasciarmi estasiato per il resto della giornata. Per la serie “Vorrei Ma non Posso”, arriviamo a casa senza un accenno di bacio o contatto volontario…..esito ma poi, imbarazzato ipotizzo uno “stampo”, lui accetta…mi avvicino e SMACK. E’ stato veloce, forse troppo. Ma ero completamente felice per aver sentito il desiderio di dimostrargli qualcosa che per quanto piccolo ha significato per me. La sera in chat, ammettiamo di essere stralunati…ed io vorrei non dover partire proprio adesso.

    CROSS FINGERS, domani si parte!
    BACI a TUTTI i miei Real-Friend e ai miei WEB-FRIEND!
    ....ED OVVIAMENTE 1 SPECIAL ad ALE^_^

    April 05

    SOMEDAY I WILL BE YOURS

    SAY BYEBYE NOT GOODBYE
    Finito di lavorare mi sono diretto con Daniele e Claudio, a salutare Fabry e Silvia, che stanchi di Firenze tornano a Torino, per conservare soldi utili per un viaggio-lavoro in Autunno. Abbiamo, cenato, scattato foto e sparato un bel po’ di cavolate. Per concludere la serata con quattro tiri al pallone (ai quali io mi sono prontamente sottratto) nell’ampia piazza di Palazzo Pitti.

    THE DAY JESUS DIED
    Pensieri riaffiorano alla mente e i vecchi ricordi non mancano, sentendo note familiari percorrere le cavità delle mie orecchie. Cerco di spostare il pensiero ad altro, ma oggi neanche Lui, sembra alleviare i miei timori. Prima che possa accorgermene Gesù, è nuovamente morto, passato dalle mie incredule mani e versato su di me il sangue del suo riscatto. Poco dopo sono nuovamente il me stesso che ho creato negli ultimi anni. Chiamo Alessio, come promesso.

    WHO WILL BE YOURS
    Dopo 2 lunghe settimane, io e Alessio ci vediamo per la terza volta. Il tempo trascorso, sembra aver inspiegabilmente accelerato i miei tempi di “cottura” e così, dopo le consuete quattro chiacchere, esito nervosamente per poi lasciar uscire tutto quello che penso dalla mia bocca. Gli spiego che vorrei seguire i desideri e incalzare il poco tempo che abbiamo a disposizione, ma che non voglio si riduca ad una conoscenza occasionale. Non con lui. Esporsi significa mettere le proprie carte in tavola, ma significa anche rischiare di spaventare a morte chi si ha davanti – la sua calma mi coglie impreparato, intanto, esita a darmi risposte dirette. Sbalzi di panico affiorano ma li mette a tacere con ciò che speravo di sentirgli dire. Le ore passano e la mezza notte sta per scoccare, così come Cenerentola, Ale scappa con la sua carrozza per evitare che si trasformi in zucca. Non perde la scarpetta…ma io non riesco a dargli il Kiss Good Night che vorrei. Solo più tardi, scopro tramite sms, che sperava fossi io a trovare il coraggio per il gesto eroico di baciarlo furtivamente per la prima volta. Ho già voglia di rivederlo e mi sento intrappolato in un sogno che temo possa finire prima ancora che abbia avuto inizio. Ma per adesso, voglio rimanere nella mia prima e vera “Wonderland.

    THE SHOOT in NYC SET
    La mia conoscenza con la cantante emergente Sheena Morris, si trasforma in una collaborazione artistica nel quale io, Daniele e Claudia, faremo di NY il set perfetto per le fotografie promozionali che userò per la creazione della Cover Art del suo Cd-Booklet e del suo sito. Cross Fingers.

    I NEED TO VOMIT…YOU
    Alcuni giorni fa, quella grandissima steroia di Irene mi chiama per chiedermi di arruolarmi tra I boys che sfileranno a Palazzo Vecchio con gli abiti create durante gli anni scolastici, inutile dire che la mia sete di successo unita al mio nuovo scintillante aspetto, mi fa rispondere un immediato: Si. Ma sarò a New York e quindi non presenzierò all’evento. Decidiamo di vederci e finiamo per uscire tutti insieme Io, Marty, Mirko, Ire e Iacopo l’ex-prof. Prima ci mettiamo in cerca di ombrellini cinesi a giro per la CHINATOWN fiorentina, dopo non averli trovati, ci rifugiamo all’IKEA per scattare foto cretine (guardatele e leggete!) e poi all’ HANGAR per fare aperitivo. Ci rimpizziamo a dovere e Ire, vuole sapere consistenti novità sulla mia vita social-sentimentale, ma quando le dico che ho conosciuto un ragazzo che mi piace, lei inizia una scenetta consecutivamente interminabile in cui inscena conati di vomito per poi aggiungere un falso “no, dai scherzo, voglio che tu sia felice”. Se all’inizio rido, a fine serata sono esausto perché a mimare i conati di vomito c si mette scherzoso anche Iacopo, così mi abbuio. Durante la notte, faccio inspiegabilmente sesso con Irene, nei miei sogni. Mi sveglio confuso.