Michele's profileWELCOME TO MY "SUNNY" DA...PhotosBlogListsMore Tools Help
    March 29

    LEAVE OR NOT TO LEAVE

    Dopo essermi interrogato per giorni se fosse il caso o no di partire in totale solitudine per gli States, dove alcuni amici mi avrebbero atteso e accompagnato per metà del viaggio gli eventi sono cambiati e tra 25 giorni paritirò per CUBA, meta incerta per me che non amo il caldo.
     
    La curiosità di visitare un posto così lontano e così diverso dalla cultura europea mi alletta talmente tanto da poter soffrire 15 giorni di sudori (anche se spero di stare bene ovviamente. ^_^).
    Terrorizzato dal volo sulla compagnia aerea  BLU PANORAMA, mi faccio forza e penso a tutto ciò che ci aspetta una volta arrivati. Incrociando le dita nella speranza di atterrare all' Havana.
     
    Inutile dire che i miei timori non si fermano al solo caldo ma anche alla presenza di rettili schifosi piccoli o grandi presenti sul territorio...insomma o morirò di paura o sopravvivrò alla loro presenza come loro alla mia, dato che sono in visita della loro terra natia.   Chiunque passi di qui, incroci le dita per me^_^
     
    Quindi, la risposta alla domanda LEAVE OR NOT TO LEAVE ? è Si, partiamo!
     
     
    March 23

    MICHELE presenta MICHELE

    A questo punto del blog, sembra un'ernome passo indietro presentarsi nuovamente ma è necessario che lo faccia. Devo presentarmi non a qualcuno che passerà casualmente di quà, annoiato, ma a me stesso.
     
    Paso il tempo rimproverandomi di non essere così piuttosto che cosà, il tempo scorre ed io continuo a rimproverarmi senza riconoscere a me stesso molto, per il mio modo di essere individuale. Individuale nel senso di fuori dal coro. Non faccio parte del coro, e per quanto ho sempre desiderato farne parte sono rimasto sempre in un angolo a scarabocchiare paure e pensieri in un album di fogli bianchi.
     
    Non sono questo e non sono quello. Sono io.
     
    Ho delle potenzialità che non riesco sempre a focalizzare ma che vengono notate, in qualche modo, da persone estranee e riescono a convincersi molto + di quanto non riescano a convincere me stesso.  Oggi mi sono presentato in un negozio di Firenze, in cerca di lavoro, (sicuramente non uno dei tanti)  ho ricevuto critiche positive per un lavoro iniziato e copletato in un solo giorno.
    Esausto e intimorito ho fatto breccia, collezionando complimenti visibilmente sinceri e non pomposi, e in men che non si dica avevo già cominciato a fantasticare sulle possilibità...., ma poi mi scontro con me stesso e non riesco a trovare il punto di arrivo.
    Arte x l'arte. Arte x me. arte x gli altri. Arte x scoprirsi e crescere?
     
    Qual'è il punto di arrivo? L'arrivo non c'è per nessuno, ammesso che uno non scelga un punto al quale arrivare e decida che quello è il picco più alto per la sua persona. Cos'è arte e cosa non lo è?
     
    Rincoglionito come pochi, cerco di trovare un pensiero nella mia testa che mi spieghi cosa sto farneticando. Solo che volevo mettermi al corrente di quello che sto pensando. Adesso lo so.
     
    Ci sono spunti interessanti e molta strada da fare - ma perchè non dubitare degli altri invece di dubitare di me?
    Tu sei ciò che desideri e io non posso dirti chi sei, ma tu non puoi farlo con me. Io sono Io.
     
    foto by Marty
    March 21

    HBO presenta BIG LOVE

     
    BIG POLIGAMY  LOVE

    L' HBO continua a stupire con i suoi show densi di contenuti, concentrati in episodi di 55 minuti ciascuno e stagioni limitate ma intensissime.
    Abituati a serie del calibro di SEX AND THE CITY, I SOPRANO, SIX FEET UNDER e l'imminente ed attesissimo ROME - ROMA, questa volta ci serve su un piatto niente male: BIG LOVE.

    Protagonista è una famiglia allargata, ma niente a che vedere con quella felice e buonista, firmata WB, di SETTIMO CIELO.
    Bill Paxton ( Frailty) è Bill Herickson, marito lavoratore, impegnato ad ampliare la sua attività e a mantenere le sue tre case, padre di sette figli e mormone. Questo non basta a complicare la vita apparentemente ordinaria di Bill, perche è poligamo, ha tre mogli ed inizia a fare i conti con una probabile impotenza.
    Jeanne Tripplehorn ( Micky Blue Eyes) è Barbara, madre premurosa di tre figli adolescenti, che non ha un buon rapporto con i suoceri. Cloè Sevigny è Nikki, appartenente alla stessa congregazione mormone dei genitori di Bill, ha due bambini ed è totalmente insoddisfatta dalla sua vita, per questo passa il tempo facendo acquisti postali tramite internet; ultima è Jennifer Goodwin che interpreta la giovanissima Margeene, già madre di due bambini e in costante ricerca di approvazione da parte del marito e dalle sue WIFE-MATES.


    In pieno stile HBO, non mancano dialoghi intensi, un cast capace ed interessante e tanto meno scene che lasciano poco all’immaginazione. Finiti gli spasmi per le trentenni in cerca d'amore, per i becchini più strani che esistano o per gli omicidi, delle famiglie mafiose che abitano nella Grande Mela, SI PARLA di poligamia.

    Ho guardato la Premiere con moltissimo interesse e devo ammettere che con riluttanza ho accettato che le tre mogli potessero dividersi un marito e che il marito potesse dare tanto ad una quanto all’altra.

    Trovo inaccettabile che cose come queste avvengano nella realtà e immagino quanto possa essere denigrante dividere l’amore di qualcuno con altre persone.

     

    Devo però necessariamente ricordare che coloro che accettano di sposare un mormone, devono fare i conti con la possibilità di altre mogli. Lo show non è reperibile in Italia, ancora ma i fan degli show in US sanno come poterlo vedere.

    Lo consiglio per l’intensità e l’ottima recitazione del cast davvero ben assortito, tra i quali figura anche la giovane Daviegh Chase, che ha prestato il suo volto alla malefica Samara nel remake americano dell’horror giapponese “THE RING”.

     

    Per i curiosi che leggeranno questo articolo/opinione visitate il sito ufficiale dello show clikkando qui:

    http://www.hbo.com/biglove/

     
     
    March 14

    Segreti Straordinariamente Celati

    Di ritorno dal cinema.
    Avevo sentito parlare a lungo de " I Segreti di Brokeback Mountain" e mi ero lasciato guidare da recenzioni e opinioni, credendo di andare a vedere un'improponibile film che mi avrebbe in qualche modo scioccato per i suoi contenuti ad alto tasso-omosessuale, ma devo dire che in questo film si racconta tutt'altro che dell'antico gioco del rinculino - si parla d'amore.
    Avevo letto il libro prima di vedere il film e questo in qualche modo ha totalmente annientato l'effetto sorpresa che attende lo spettatore coinvolto, al capitolare della storia. Inutile dire però che il cast ha reso giustizia alle frettolose ma intense pagine del libro da cui il film è stato minuziosamente tratto.
    La fotografia è stupenda, merito anche degli incredibili paesaggi.
     
    Il film parla d'Amore, quello che non finisce, quello che dura talmenta a lungo da portare con se l'essenza delle persone che sono coinvolte in questo scambio di emozioni. Non è affatto un film sui Cowboy Gay, ma è la storia di due uomini che condivino qualcosa di estremamente potente.
    E' riduttivo credere che sia semplicemente  una storia omosessuale, è lo specchio di milioni di storie che si consumano ogni giorno là fuori dalle nostre case e dentro di esse.
     
    E' stato incredibilmente coinvolgente scoprire i segreti celati.
    Non posso fare a meno di ammettere, che uno dei motivi che mi hanno spinto a desiderare di vedere questo film fosse la presenza di Michelle Williams ( Dawson's Creek /  Me Without You / La Terra Dell'Abbondanza), che ho seguito sin dai suoi esordi fino alla candidatura al prestigioso premio Oscar.
     
    Ottimo film, ottimi dialoghi, ottima recitazione e senza dubbio ottima storia d'amore.
    March 11

    ORDINARIAMENTE OUT

    "Ordinariamente OUT"

    Un venerdì ordinario, forse troppo ordinario.

    Dopo un paio d’ore in compagnia, un’improbabile piano di viaggio, qualche indecisione sul film da guardare prima di andare a letto, mi sono imbattuto ne “Le Invasioni Barbariche” condotto da Daria Bignardi.

    Benché non lo segua spesso, mi piace. Ospite di questa sera era uno spassoso Fabio Volo – per quanto fuori dal coro e oltraggiosamente simpatico rappresenta uno dei personaggi TV più “stimabili” , schietto e diretto impegnato tra libri, teatro, cinema e tv riesce a divertire non prendendosi troppo sul serio.

    Ha risposto alle curiose domande di Daria senza porsi alcun problema “rivelando” che Sanremo, come tutto ciò che abbiamo in Italia, risulta vecchio e scadente. Gemma del suo sproloquio/contro è stato sicuramente accusare l’Italia di occuparsi del superfluo: “siamo un Titanic che va a fondo e loro si preoccupano di controllare che funzioni il water”.

     

    Come dargli torto?!?!.

     

    Credo che leggerò uno dei suoi libri.

     

    March 06

    PECCA/LITà ORIGINALE

    Peccalità Originale

     

    Grava su di noi il lurido peso della scelta. Grava su ognuno di noi: credenti, miscredenti, bestemmiatori e increduli. Grava su di noi come il Big Bang sull’universo.

    Figli di un sangue sporco di peccato, avanziamo silenti nelle oscurità della nostra esistenza.

    Non sapendo come agiamo. Sofferenti per la scelta altrui.

    Bramosi di scelta, cogliamo dall’albero ogni frutto del desiderio lasciandoci invadere.

    Pervade la nostra conoscenza, penetra le nostre ossa e mescola  il nostro sangue

    Sensualità colpevole del Peccato.

    Celebro, accompagnato dalle mie e altrui sofferenze.

    Questa è la più grande Peccalità Originale

     

    Original SINsuality 

     lyrics: Tori Amos

     

    There was a garden

    In the biggining

    Before the fall

    Before Genesis

    There was a tree there
    A tree of knowledge
    Sophia would insist
    You must eat of this

    Original sin?
    No, I don't think so
    Original sinsuality
    Original sin?
    No, it should be
    Original sinsuality
    Original sin?

     

    No, I don't think so
    Original sinsuality

    Yaldaboath
    Saklas
    I'm calling you
    Samael
    You are not alone
    I say
    You are not alone
    In your darkness
    You are not alone
    Baby

    March 01

    Paranoico Monologo sul Viaggio

    Come sarebbe la vita senza nessun dilemma? Saremmo semplici ed insipidi contenitori “vuoti” di organi o di idee ? O saremmo esseri umani felici e contenti come in un finale da fiaba?

     

    E’ ormai da tempo che mi interrogo su quanto sia difficile essere felice e quanto sia più improbabile vivere senza quella sensazione di insoddisfazione che ti guida all’affannosa ricerca del piacere.

    Tramortito da ore di pensiero, susseguite dalla sola interruzione cinematografica, sono ancora qui comodamente seduto a riflettere su quanto sia importante fare una scelta. Prendere o non prendere l’aereo diretto negli Stati Uniti.

    Per molti sarò uno che vaneggia -  ma per me sono l’ennesimo indeciso.

     

    E immediatamente riaffiorano in me tutte quelle tensioni da viaggio. Aver dimenticato qualcosa di cui non posso davvero fare a meno. Avere la certezza di aver preso tutti i cambi necessari senza preoccuparmi però di dove potrei mai usare o lavare così tanta roba, l’attenta selezione musicale e l’immancabile libro da viaggio, quello da leggere e rileggere - nel caso che sia tanto spaventato da non fare attenzione alle parole scritte, impegnando così, più di mezz’ora per comprendere tre semplici righe che nell’intorpidimento mentale da terrore-di-volo diventano le frasi più difficili che tu abbia mai letto e, ovviamente, riletto.

     

    La paranoia mi avvinghia e sento già lo stomaco in subbuglio. Fisso un punto casuale, gli occhi si perdono nel vuoto ed inizio ad immaginare già il momento dei saluti che potrebbero irrevocabilmente diventare dei veri e propri addii.

     

    Ad incalzare il momento-saluto ci sono immagini flash che mi portano diretto alla meta. Le grandi città. I grandi negozi da visitare e nel quale non comprare assolutamente niente per poter portare qualche soldo avanzato a casa, i musei, qualche tentativo andato male di mostrare i miei disegni e la colazione in un piccolo localino in quel di Soho.

     

    Penso ai viaggi in treno. Penso anche che potrei trovare qualcuno con cui fare 4 chiacchere e perché no, magari condividere un pezzo di viaggio – magari uno/a sconosciuto/a interessante e alternative – ma poi penso che potrebbe essere la solita fantasia che si prende gioco della mia parte di mente, sana.

     

    Tutto è sbilanciato; immaginazione, sogno e realtà si mischiano incoerenti nei miei pensieri ed io cerco affannosamente di trovare un ordine alle cose. Mi ripeto che “questo è così”, questo sarà così”, quest’altro potrebbe esser così” senza trovare una soluzione abbastanza convincente da non farmi esitare ancora e premere il tasto “prenota” che lampeggia davanti ai miei occhi stralunati davanti allo schermo del mio computer, nel bel mezzo della notte.

     

    Allora decido che, se neanche il tentativo di RIODINARE le cose funziona, posso aggiungere speranze al potente mix-confusionale. Do una scorsa veloce al mio immaginario e mi trovo a fare i conti con un’improbabile negozio di scarpe Manolo Blanik visto in SEX AND THE CITY – ma non mi appare affatto un buon motivo per farmi 9 ore di volo – allora rivisto tra i ricordi e mi scorgo a disegnare seduto ad un tavolino della NY University, ma neanche FELICITY sembra convincermi….

     

    Paranoico mi arrendo. E mi dico che potrò decidere solo domani. Domani è più vicino di quanto io non creda. Ancora convinto che il Dilemma sia una delle cose più avvincenti della nostra – un po’ triste esistenza – rimango indeciso, pronto a cominciare tutto da capo, ma domani….