Michele さんのプロフィールWELCOME TO MY "SUNNY" DA...フォトブログリストその他 ツール ヘルプ
11月27日

I Will Remember You

I WILL REMEMBER YOU
 
Solo un ultimo respiro.
E tutto è finito.
Sembra così impossibile ma è tutto così reale.
Mi ricorderò di Te, Nonna.
 
1924 - 2008

"...I will remember you
Will you remember me?
Don't let your life pass you by
Weep not for the memories
 
I'm so tired but I can't sleep
Standin' on the edge of something much too deep
It's funny how we feel so much but we cannot say a word
We are screaming inside, but we can't be heard
 
But I will remember you
Will you remember me?
Don't let your life pass you by
Weep not for the memories..."
 
 
VIDEO ON AIR: "I Will Remember You" by Sarah McLachlan
 
 
11月19日

The Weakness in Me & The ShopAholic Confessions

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A differenza di prima e con l'avvento di Facebook trovo sempre meno tempo per updatere le mie cronache di vita; così se non spendo il tempo lavorando, scambiando messaggi su FB o uscendo con gli amici, spendo i miei soldi facendo shopping.
 
Attanagliato da un perenne senso di insoddisfazione che mi fa oscillare sulle mie due "D" preferite, ovvero: Doveri & Desideri, cerco di appagare i desideri e non sopperire ai doveri che mi vedono schiavo del lavoro, del denaro e di un sacco di altre cose che non so se voglio o ho mai voluto.
Aggiungo una "D" alle mie due preferite ed ottengo la Trinità: Doveri,Desideri & Distrazioni.
 
Dopo il compleanno di Daria passato a tavola in compagnia di almeno quaranta pseudo-sconosciuti a bere vino, facciamo una bevuta analcolica ad Empoli alla fine della quale torno a casa su una Porches guidata da un brutto ma gentile cavaliere etero. Mercoledì è la volta del compleanno del Cippi. Io,Virgy, Daria e Leo ci presentiamo in anticipo ed entriamo alla serata Universitaria dell YAB come le star. Una distesa di camicie bianche impomatate e pullover da figlio di Papà fanno da sfondo alla musica oltraggio-trash mentre le chicas col giropassera in vita ballano sui cubi. Alle 3 abbandoniamo per noia e alle 3.30 sono sotto le coperte.

LET'S COMME DES GARCONS
Il giorno seguente la sveglia suona prestissimo. Sono giorni che mi organizzo per presenziare alla presentazione della collezione H&M by COMME DES GARCONS. Non posso permettermi affatto di perdere un connubio di moda e stile a basso prezzo e quindi, invece di fare Colazione da Tiffany la faccio su un treno in corsa verso Bologna.
 
Gio viene con me e decidiamo di passare l'intera giornata insieme come una vera Happy Couple.
Arrivati in Città, avvisto le prime buste firmate e costringo Giovanni ad una corsa contro il tempo.
Un treno, un'ora e mezzo e qualche passo di fretta più tardi entro senza fiato ad H&M per scoprire che l'intera collezione è finita. Vengo colto da un improvviso senso di devastante infelicità e Gio ammette di esser già spaventato all'idea di un mio rempentino cambio di umore che trasformerà l'intera giornata in una splendido pomeriggio di merda.
Per fortuna riesco a provare un pò di cose ed esco dal negozio con un cappotto elegante di lana che sembra feltro e un paio di simil-converse con un taglio dandy-punk elegante.
 
La pioggia continua a cadere ma non basta a fermarci dal giro dei negozi mentre passeggiamo in città col mio bustone esclusivo. Compriamo una t-shirt uguale ed io prendo un nuovo cardigan grigio da Pull&Bear. Poi la fame inzia a farsi sentire e scegliamo un posto rustico per mangiare tortellini tipici e ripararci dal freddo. Tutto sembra perfetto. Troppo perfetto. Infatti a tarda sera scoppia la bomba.
 
SHOPAHOLIC
Venerdì mattina accompagno Eleonora e Melania a cercare l'abito da sposa. Giriamo per gli atelier di Firenze senza trovare quello giusto, solo sul far della sera Eleonora trova quello giusto e da sogno in un negozzietto di Campi Bisenzio.

Qualche giorno più tardi non ho ancora finito di fare shopping. E' sabato pomeriggio e tutti insieme andiamo a trovare Leo a lavoro a Bologna.Girelliamo per i negozi senza trovare niente di entusiasmante e ceniamo in economica insieme a Davide e al suo neo-boy. Mangiamo pizza e ci narriamo degli ultimi rispettivi accadimenti. Alle 10.30 il sonno ha già in-flemmato metà di noi, però non rinunciamo ad una easy-bevuta fashionista nel sabato notte emiliano.
 
Dopo la tempesta, passo la domenica in compagnia di Giovanni per spiegargli ancora una volta le incertezze che mi rendono invivibile il nostro rapporto, ammetto anche di esser incuriosito da un tipo, che scompare qualche giorno più tardi, ma questo non basta a frenarci. Un bacio tira l'altro e dopo una chiaccherata al parco, un sexy pit-stop nel parcheggio e cena a sacco, andiamo al cinema per un bel horror "The Orphanage".
 
Lunedì Virgy passa a prendermi e andiamo al SOTTOSOTTO, mi limito a comprare un cardigan-pigiamoso di LIU-JO uomo e lei una semplice borsetta perchè non trova un paio di scarpe che le vadano a genio o le stiano di size. Il giro continua e mentre lei prova un paio di stivali di pelli io mi innamoro ancora una volta degli UGG, che per speciale concessione divina costano solo 120 euri. Li vorrei ma devo contenere le spese. Tutti sconsigliano, ma continuo a desiderarli.
 
Saluto Vi e ci abbandoniamo fino al The-serale del giorno dopo.
 
THE WEAKNESS IN ME
"I'm not the sort of person
Who falls in and quickly out of love
But to you i gave my affection
Right from the start
I have a lover who loves me
How could i break such a heart
Yet still you get my attention

Why do you come here
When you know i've got troubles enough
Why do you call me
When you know i can't answer the phone
And make me lie when i don't want to
And make someone else
Some kind of an unknowing fool
Make me stay when i should not
Are you so strong
Or is all the weakness in me..."
Da giorni continuo ad ascoltare ad oltranza una vecchia canzone che mi ricorda l'adolescenza. Faceva parte della tracklist del film "10 Cose Che Odio di Te" ed io che l'ho riscoperta in versione black, non posso fare a meno di trovare in quelle parole mai scoperte un chiave di lettura attuale ed estremamente mia.
Cosa mi trattiene? Perchè non riesco a capire cosa voglio davvero? e sopratutto, si può davvero aver paura di Amare?
 
 
VIDEO ON AIR: "The Weakness in Me" Covered By Keisha White (Original By The Indigo Girls)
 
  
11月8日

Hangman/Victim: A Noir Love Story Told By Times

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Hangman/Victim: A Noir Love Story Told By Times
 
Vittima/Carnefice. In principio credevo di aver bisogno di amare. Tutti ne hanno bisogno. Successivamente (dopo di Lui) ho capito che qualsiasi cosa fossi, vittima o carnefice, fuggo dalle mie emozioni, rincorro le ombre di Principi che sembrano perfetti solo se guardati controluce o attraverso i miei occhi disincantati ma che ancora hanno la forza di sognare.

CHICAGO - 22 Ottobre 1957
La pioggia battente rallentava la lunga fila di taxi che sostava intasata all'uscita del KittyByNight. Lo spettacolo era finito e come ogni notte a Chicago, Lorna Love non aveva intenzione di andare a letto prima di aver consumato almeno un paio di bicchieri di Brandy in compagnia di uno di quei bifolchi conosciuti al locale. Quegli uomini non erano falcoltosi e neanche belli però la riempivano di gioielli e Lorna Love adorava splendere.
 
Impettita sul suo tacco dodici nero laccato, coperta da una pelliccia di bassa qualità color testa di moro che nascondeva i suoi abiti leopardati e succinti e con sulle labbra un filo di rossetto scadente, usciva di fretta dal retroscena e correva qualche blocco più giù per imboccare un vicolo malfamato.
 
Quella sera era diversa. Appariva preoccupata e ansiosa come fosse inseguita dai demoni del passato.
Il ticchettio dei suoi tacchi a spillo scandiva il tempo che la separava da Michael Noname.
Una tiepida luce illuminava il percorso dissestato. Lorna Love rimase immobile qualche secondo, non appena vide l'uomo che le aveva spezzato il cuore. Dopo tutto quel tempo, in lei c'era ancora una tiepida speranza; per quello stesso motivo si era precipitata all'appuntamento anche se con così poco preavviso.
L'ispettore della CIA, Micheal Noname, era lì ad attenderla con un'impermiabile scuro, un Borsalino italiano sulla testa con una tesatanto ampia da nascondere lo sguardo e le mani coperte dalle grandi tasche. Esitante e incerto Michael Noname alzò lo sguardo per vedere ancora una volta gli occhi azzurri di Lorna Love. Gli stessi occhi che l'avevano fatto innamorare, che lo avevano trascinato in un vortice di giustizia e malavita fatta di notti insonni passate a giocare a poker, a bere alcool e a smaltirlo intrattenendosi con qualche svampita pollastrella o commettendo un omicidio.
 
Notti di ordinaria follia che lo avevano trasformato da vittima a carnefice e viceversa.
Quel silenzio ridondante, spezzato solo dalle gocce di pioggia che si abbattevano prepotenti sull'asfalto, aveva pervaso di malinconia Lorna Love che senza esitazione si era abbandonata ad un pianto sommesso, mentre con una mano tratteneva il morbido collo della pelliccia e con l'altra tamponava col fazzoletto le guance rigate dalle lacrime.
 
Michael Noname muovava lento i primi passi per raggiungerla e una volta afferratole la mano, la tirò a se stringendola con forza. Lorna Love non trattenne più il singhiozzo e si rannicchio appoggiandosi sul petto dell'uomo per sentirsi salva e protetta. Ciò che la bella ballerina ignorava era il reale motivo per cui l'ispettore si era fatto vivo.  Michael Noname con movimenti muti sfilò la Derringer Calibro 38 dalla sua tasca e l'appoggiò gentilmente sul ventre della donna. Lui le chiese un tiepido "scusa". Lorna Love sentì il ferro gelido su di se e si scostò ancora un pò da Michael per capire cosa stesse accadendo.
Vedendo tra le sue mani una pistola i sui occhi si sgranarono in una smorfia di terrore e delusione. Istintivamente Lorna Love lasciò scappare un grido di paura,ma prima che potesse emettere un altro gemito, Michael la strinse nuovamente a se e premette il grilleto. Lo sparò tuonò nella notte.
 
Lorna aveva capito troppo tardi che la vittima adescata in un bar sarebbe diventato l'uomo che avrebbe amato per sempre e anche il suo carnefice. Il corpo senza vita di Lorna Love giaceva a terra e sopra di lei, in ginocchio, Michael Noname piangeva come un bambino implorando perdono.
Esausto e spossato dalla carica di emozione negativa misto all'amore provato per la vittima, si lasciò cadere indietro atterrando su una pozzanghera di acqua putrida. Con lo sguardo perso nel vuoto e la mano di Lorna Love ancora stretta nella propria, attendeva l'arrivo della polizia bagnato dalla pioggia.
 
THE MAN WHO MURDERED LOVE
 
Scortato da due volanti, Michael Noname arrivò alla centrale di polizia con gli occhi sbarrati, le labbra violacee e stringeva ancora tra le mani il fazzoletto della bella e defunta Ballerina del venerdì sera.
Il Tenente "Mac" apprendendo della prematura morte della famosa Lorna Love entrò nell'ufficio sbattendo la porta con prepotenza, afferrò Noname per il collo della camicia avvicinandogli il viso al suo e gli gridò dritto in faccia "Farabutto, vuoi farmi credere di averla uccisa per amore?!?" e poi lo lasciò cadere indietro sulla sedia...
 
FIRENZE - Qualche giorno fa 

Dieci....nove....otto...
Siamo l'uno davanti all'altro, la musica si blocca e il disco diventa un loop di emozioni instabili trascinate con forza. Sento nuovamente di non potercela fare, di dover fuggire da ciò che non provo e che non voglio sforzarmi di sentire ad ogni costo. Ho paura di commettere uno sbaglio ma so di non amare.
Il suo corpo caldo è stretto al mio ed io lascio che tutte le emozioni fluiscano fuori di me. Mi abbandono ad un pianto convulso senza neanche sentire il piacere.  Vorrei non dover scegliere ancora. Vorrei fosse tutto più facile.
 
Sette...sei....cinque...
I giorni successivi i pensieri si accavallano con forza, cerco di distrarmi tra lavoro ed uscite ma sono sopraffato dai dubbi e non dalle emozioni.
Rovisto instancabile tra i ricordi per trovare quella sensazione di amore così lontana da me per capire e scegliere. Ripercorro a ritroso il passato per scovare  quella risposta che non riesco a trovare nel presente così, stremato - un giorno decido di poter restare, ma ritratto il seguente ammettendo a me stesso che è il momento di andare oltre.
So cos'è l'amore. Ho ancora il ricordo fievole di quelle emozioni agrodolci che ti travolgono, che ti fanno toccare le stelle e ti trascinano infondo al precipizio quando tutto inizia a crollare. Non sento il batticuore, nè le farfalle nello stomaco, non sento più il desiderio di cantilenare "Will You Still Love Me Tomorrow" crogiuolandomi in una risposta che non ho bisogno di sentire.
 
Sono affamato di nuove emozioni. Cerco l'amore ma bramo e desidero l'avventura per appagare il mio ego. Mi sento un mostro. Le spiegazioni meticolose non sembrano esaurienti e il tira-e-molla è estenuante ed inutile. Io ripeto dubbi e incertezze come una  Ave Maria, lui ripete che c'è ancora un bagliore per noi in questo terribile buio.
 
Qualche giorno più tardi scelgo sommarimante di dare un addio affrettato. Spingo le parole fuori dalla bocca e BANG, ho ucciso l'amore. 
 
Quattro...tre..due...
Le coperte mi avvolgono...
Arrivo al solito parcheggio, salgo nell'auto.
Sono intimidito ma non spaventato. Sorrido e afferro la sua mano. La stringo perchè sento che è stato solo il passato a dividerci. Mi avvicino, lo guardo negli occhi e osservo il suo sorriso (che è sempre lo stesso). Questa volta non mi fermo, non voglio perdere di nuovo e avvicino le mie labbra a le sue per dargli quel bacio che non avevo avuto il coraggio di dare.  Non ho più paura e mi aggrappo instancabile al rimpianto di un'emozione teorica che non voglio abbandonare...
Suona la sveglia. E stato solo un sogno.
 
Uno...
Io e Marty siamo davanti ad una tazza di caldo cappuccino. Parliamo come sempre e preso da un vortice di estanuanti parole trangugio i pasticcini che, per quanto dolci, lasciano l'amaro in bocca a causa di quel senso d'insoddisfazione che mi avvolge con prepotenza.

TOKYO 2025
Il telefono squilla prepotente. L'insistente trillo invade lo studio di Moda "Fashionism" e Akiko, la giovane segretaria, corre frettolosa per alzare la cornetta e non perdere l'ennesima telefonata della mattinata. Rei, si prepara il solito cappuccino caldo prima di iniziare a fotocopiare la pila di immagini che trattiene a fatica sottobraccio.
 
Sono le dieci spaccate e la grande porta a vetri di cristallo si apre puntuale come ogni mattina, è lui, il capo. Tutti si immobilizzano e accennano un reverenziale inchino come cenno di saluto.
Lui con quell'aria prepotente, eternamente solo, lo sguardo gelido di un ex-artista sognatore diventato un semplice esecutore disincantato con indosso capi troppo firmati quasi da diventare anonimi, freddo di emozioni, privo di sogni e cinicamente crudele non ha mai capito tutti quei convenevoli nipponici. Posa la sua borsasull'enorme tavolo bianco dello studio. Akiko lo segue con passi silenziosi e prima che lui possa sedersi bussa alla porta per ricordagli il colloquio delle dieci e trenta. 
 
Annuisce e tutto piomba nuovamente nel solito silenzio muto fatto di piccoli rumori delle fotocopiatrice che stampa, il fruscio delle pagine sfogliate e un mucchio di parole segrete bisgliate da un'orecchio all'altro.
Ticchettare le dita nervosamente sul tavolo è tutto quello che riesce a fare da quando ha smesso di parlare di se, da quando è diventato l'ombra di se stesso, da quando la solutidine che ha prepotentemente voluto lo fa sentire terribilmente desolato. Gira con abiti firmati, partecipa a feste d'elite e i suoi lavori sono un seccesso dopo l'altro ma niente di tutto ciò gli regala la serenità che avrebbe avuto se avesse ricominciato ad Amare.
 
Squilla il telefono, dall'altro capo c'è Akiko che dice "Signor Moricci, una telefonata dall'Italia per lei".
 
BACK IN THE DAYS
I giorni restanti divisi tra lavori, acquisti, giri in centro, cenette e cinema sono volati in fretta.
Gli impegni si accavallano tra loro ed io non riesco a rifiutare neanche uno dei lavoretti che mi si presentano perchè vorrei tornare a New York a Primavera. Intanto con Virginia ci diamo molto da fare per organizzare il look della festa 80s e così in giro per negozi cerchiamo di fare economia e acquistare le cose più essenziali.
 
Tra una telefonata e l'altra noi Fashionisti cerchiamo di organizzare anche il look che indosseremo per la serata. A dire il vero io ho pochi dubbi su cosa indosserò visto che metà del mio guardaroba è già a tema. Infatti mentre Virgy fa acquisti al centro commerciale, Daria corre a comprare la stoffa per la sua mise, Dany e Ele rovistano tra gli abiti vecchi di famiglia e Marty sceglie il look più adatto attingendo dal suo guardaroba e tagliando Jeans per farne hot-pants, io corro in cerca di Scaldamuscoli o qualcosa del genere.
 
Il venerdì di Halloween io mi sento un pò Moody perchè ripenso all'anno scorso, all'update della notte delle streghe dove ammettevo di "amare troppe cose". Io e Virgy ci accodiamo agli amici della Daria per andare all'Antella un circolo-discoteca oltraggioso ai limiti del terribile dove balleremo fino a mattina musica anni 90. Ero alle medie e i ricordi non esitano ad affiorare, ma io ballo instancabilmente.
 
Il giorno successivo la sveglia suona presto. Io e Virgy ci apprestiamo ad addobbare il locale per la festa. Il look non è come lo avremmo voluto ma dopo otto ore siamo esausti e corriamo a casa per mangiare e per fare il doveroso re-styling. Alle 23.00 ci siamo tutti o quasi.

Siamo pronti per ballare e farci scattare qualche foto visto che eravamo gli unici addobbati come alberi di Natale. Il Premio va però a Daniele che si è conciato come Ken. Entusiasta! Amo lui per avermi stra-superato ed Ele per esser stata tanto audace.
 
Alla festa ci sono anche Gio e i suoi amici. Ballonziamo a lungo, poi usciamo per quattro chiacchere e le sue 3 bevute e qualcsoa e la mia "Brillitudine" ci fanno infrascare per una sexy jam session "en plein aire". Più tardi facciamo capolino dalla piantagione e un buttafuori esita a sgridarci afferrando il concetto "2-gay-guys-tra-le-frasche".
 
Abbandono V in compagnia del "suo" Boy-toy e Daria ai suoi amici e torno a casa con Gio e i suoi amici...
 
(le foto saranno postate a breve intanto da un occhio a quelle presenti su FACEBOOK cliccando qui e qui.)
 
 
 ON AIR: "Where I Stood" by Missy Higgings